Arsita, prigioniera in casa per la burocrazia e la carrozzina rotta

7 Giugno 2014

Disabile di Arsita la riceve fuori uso e l’Asl non la cambia il Centro informa i vertici aziendali e la pratica si sblocca

ARSITA. Costretta a vivere segregata in casa per un mese in parte a causa della burocrazia, in parte per la “disattenzione” di qualcuno all’interno della Asl. Ma la triste condizione di Annamaria Alberoni di Arsita, disabile costretta su una sedia a rotelle, sta per finire. La donna avrà una sedia a rotelle elettrica che funziona, finalmente. La redazione del Centro infatti ha contattato i vertici della Asl per capire come potesse accadere che la Asl fornisca una carrozzina rotta e faccia resistenze a cambiarla o ad aggiustarla: gli uffici si sono attivati e hanno risolto la situazione.

Il caso di Annamaria Alberoni è emblematico di come la burocrazia rappresenti un ostacolo invalicabile, soprattutto per chi è più debole. «Ho fatto per due volte domanda alla Asl per avere una carrozzina ed entrambe me l’hanno data vecchia», racconta la donna che ha avuto una pari-paresi spastica bilaterale a cui si è aggiunto un cancro al seno per cui è stata sottoposta a chemio e radioterapia, «La prima volta è uscita una ruota e sono quasi caduta. Un mese fa è arrivata un'altra carrozzina con computer, che però non funziona, così come la batteria che non ricarica». La donna disabile di Arsita ha dunque telefonato agli uffici della Asl per segnalare il problema. «Il 28 maggio ho parlato con una funzionaria che mi ha detto che l’indomani avrebbe mandato un controllo», racconta, «ma non è mai venuto. Allora ho ritelefonato alla Asl e ho detto che sono ancora in attesa e che per me è un grave problema perchè così non posso uscire. La persona dall’altro capo del filo, diversa dalla precedente, mi ha risposto: “Non si preoccupi, ne mandiamo una nuova”».

La disabile si è tranquillizzata, ma al posto della carrozzina è arrivata a casa una lettera in cui la Asl le ha chiesto di rifare la domanda per avere la carrozzina, compreso il certificato medico. «Ma rifare la documentazione, la stessa presentata un mese fa, è un problema per me. Tantopiù che ho mio padre che è cardiopatico e mia madre va in dialisi tre volte a settimana. Mi devono portare in giro per uffici e ambulatori i servizi sociali», spiega Annamaria Alberoni, «ho avuto la netta impressione che non credessero che la carrozzina che mi hanno dato è fuori uso, la funzionaria mi ha detto che mi ci ha visto in giro per Arsita. Questo mi ha fatto male. E poi dicono che fanno venire qualcuno ad aggiustarla ma non viene nessuno. Ma perchè noi disabili dobbiamo essere presi in giro così? Non è giusto, se il mio problema si risolverà sarò molto contenta, ma ci sono anche altri nelle mie stesse condizioni». Dalla Asl fanno sapere che facendo un piccolo sforzo è stata superata la necessità di un ulteriore certificato e che chiederanno alla disabile quali sono le caratteristiche necessarie per la carrozzina: ne forniranno una nuova.

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