Artigianato, la crisi morde il Teramano

Nel primo trimestre 2022 il settore ha perso 51 imprese: è il dato peggiore tra le province abruzzesi
TERAMO. La crisi dell’artigianato abruzzese morde soprattutto il Teramano. Delle 125 imprese artigiane in meno registrate nel primo trimestre 2022, oltre un terzo – 51 – sono, o meglio erano, teramane. Lo rivela uno studio realizzato da Aldo Ronci, su dati di www.movimprese.it per la Cna Abruzzo, relativo all’andamento delle imprese nel primo trimestre del 2022. «Tra gennaio e marzo di quest’anno», spiega il curatore dell’indagine, «le iscrizioni sono state 532, contro 657 cessazioni. Le imprese artigiane, insomma, hanno subito un decremento di 125 unità, che in valore percentuale vuol dire una flessione dello 0,43%, dato sei volte superiore a quello nazionale, che è stato dello 0,07%: con la conseguenza che l’Abruzzo si piazza al quint’ultimo posto nella graduatoria nazionale».
L’andamento negativo si “spalma” in tutte e quattro le province abruzzesi, ma Teramo si aggiudica il risultato nettamente peggiore con un saldo negativo di 51 imprese. Chieti si attesta a -35, Pescara a -27 e L’Aquila a -12. A subire riduzioni, dal punto di vista dei comparti produttivi, sono stati un po’ tutti i settori: la manifattura, innanzitutto (-67, con i dati più negativi registrati a Chieti e Pescara), seguita da ristorazione (-22), trasporti (-18), servizi per la persona (-12), riparazioni di auto e prodotti per la casa (-10). In controtendenza, probabilmente per la forte spinta al comparto generata dal “Superbonus 110%” e dalle misure collegate, si pone il settore delle costruzioni (+14), insieme alle attività di pulizia e giardinaggio (+13). «I numeri negativi, che rappresentano ormai una costante degli ultimi anni – osserva il direttore regionale di Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo, «dimostrano ancora una volta come occorra puntare l’attenzione sul mondo dell’artigianato e della microimpresa, che in Abruzzo sono oltre 28mila con quasi 70mila addetti. Chiediamo, con le altre associazioni d’impresa, di intervenire al più presto con una serie di misure che vanno dal credito agevolato al sostegno ai processi di innovazione e internazionalizzazione».

