Asili nido, l’amministrazione pensa di affidarne altri a privati

L’assessora Di Padova risponde così all’interrogazione di Corona: «Stiamo valutando la possibilità» E rassicura sulla sorte delle 40 lavoratrici delle coop in scadenza: «Vogliamo salvare i posti di lavoro»
TERAMO. La vertenza di Cgil e Cisl relativa agli asili nido comunali è finita al centro del question time di ieri tramite il capogruppo di Fratelli d'Italia Luca Corona. Il destino delle educatrici della cooperativa che gestisce tre nidi, la nuova gara d'appalto, l'alternativa alla Casetta sul fiume e le relazioni sindacali: sono stati questi i temi che il consigliere di opposizione ha portato in aula interrogando l'assessora all'istruzione Stefania Di Padova. Si tratta delle stesse problematiche denunciate dai sindacati, che hanno anche chiesto al prefetto l'apertura di un tavolo in virtù delle mancate risposte sulla questione da parte dell'amministrazione: questa, nelle scorse settimane, ha anche negato a Cgil e Cisl un incontro. Da qui l'interrogazione di Corona: «La gestione esternalizzata di tre asili è in scadenza: ci sarà un nuovo appalto? Le 40 lavoratrici impegnate in questi servizi avranno delle garanzie? È vero che state pensando di esternalizzare altre strutture? Da un anno sapete che la Casetta sul fiume chiuderà per i lavori ma ancora non sapete se spostare il servizio per i bambini e dove. Infine: come gestite le relazioni sindacali?», ha detto il consigliere, «sorprende che un'amministrazione di centrosinistra sia capace di creare una tensione così alta con i sindacati, tanto che questi hanno dovuto rivolgersi al prefetto. Non ricordo una cosa simile negli ultimi anni».
L'assessora ha chiarito che c'è l'intenzione di fare una nuova gara d'appalto «mantenendo i livelli occupazionali con una clausola sociale. Per la Casetta sul fiume stiamo facendo delle valutazioni: con gli uffici stiamo cercando strutture adeguate nella consapevolezza che i nidi devono avere caratteristiche particolari. Abbiamo delle opzioni, ma prima di condividerle vogliamo avere un quadro di fattibilità concreta», ha concluso Di Padova riservandosi ulteriori valutazioni anche sulla possibilità di esternalizzare altri nidi.
Oggetto di discussione in aula anche l'ex manicomio, tornato al centro del dibattito (vedi articolo nella pagina precedente) in seguito all'annuncio del presidente Marco Marsilio di 20 milioni di euro, tramite il Fondo sviluppo e coesione, per il progetto di riqualificazione. Il consigliere di maggioranza Luca Malavolta ha interrogato il sindaco Gianguido D'Alberto sulle risorse e la risposta è stata una replica delle dichiarazioni rese lunedì alla stampa: «La nostra provincia è fortemente penalizzata rispetto alle altre. Circa un decimo delle risorse del Fondo sviluppo e coesione è infatti destinato alla provincia di Teramo. Per l'ex manicomio nel 2016 erano stati stanziati 30 milioni, poi spostati e ora restituiti solo in parte con fondi che comunque erano destinati al territorio. I 20 milioni di euro annunciati dalla Regione non bastano», ha detto D'Alberto, che nel replicare indirettamente a Paolo Gatti ha aggiunto: «Qualcuno oggi nel rispondere, in modo rocambolesco e improvvido, alle mie dichiarazioni dice: il progetto esecutivo prevede 20 milioni. Non è così, perché è tarato su 30 milioni e l'università non può procedere con la gara».
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