Asl: «Aiuto garantito all’alunna anche se la legge non lo prevede»

23 Ottobre 2024

L’azienda sanitaria interviene sul caso della bambina di Martinsicuro dopo la denuncia della madre: «Assicurata la presenza di un infermiere a scuola, la Regione predisporrà una riforma per questi casi»

TERAMO . Sulla vicenda di Silvia, la bimba disabile di Martinsicuro che non può andare a scuola perché necessita di un’assistenza infermieristica scolastica non prevista dal sistema sanitario, interviene la Asl di Teramo. L’azienda dice di aver fatto la sua parte pur in assenza di una legislazione specifica sia a livello nazione che regionale. L’interessamento della Asl non era stato negato dalla madre della bimba, Sonia Costantini, che nei giorni scorsi ha denunciato sui mezzi di informazione e social la stortura normativa. Anzi: l’assenza di norme che prevedano la figura di un infermiere scolastico per alunni che, proprio come Silvia, affetta da una malattia rara, ne hanno assoluta necessità per poter aver garantito il diritto allo studio e alla salute. La Asl, dinanzi alle richieste della famiglia, ha attivato un canale Adi (assistenza domiciliare integrata) che però prevede, come ribadisce Sonia, «la presenza in classe dell’infermiere ma anche la mia».
L'azienda sanitaria ieri ha così spiegato la vicenda: «Non corrisponde assolutamente al vero che la Asl non ha fornito un infermiere. La normativa in materia di integrazione scolastica degli alunni disabili definisce puntualmente i soggetti deputati a intervenire in determinati ambiti e la figura dell’infermiere scolastico non è prevista, attualmente, nell’organico delle Asl. La Regione Abruzzo sta predisponendo una riforma dell’assistenza socio sanitaria e in questa sede andrà a disciplinare situazioni particolari come quella dell’alunna di Martinsicuro. Nelle more, durante una riunione in cui in questa azienda, la madre della bimba e presidente dell’associazione “Insieme per Silvia SCN2A Aps” insieme al dirigente scolastico hanno sollevato questa necessità, la Asl si è subito fatta carico del problema». Il direttore generale dell’azienda sanitaria Maurizio Di Giosia aggiunge: «Abbiamo capito subito il disagio e il dolore della madre e le necessità della bimba e non potendo disporre di una figura ad hoc in quanto ancora non prevista, abbiamo comunque fornito un infermiere a scuola utilizzando l’Adi. Nei fatti dunque l’alunna ha l’assistenza infermieristica. La madre peraltro è a conoscenza di questa decisione, in quanto ha firmato il Pai, il Piano di assistenza individuale». Il Pai è stato sottoscritto dalla madre di Silvia, anche nella parte in cui dichiara che «tale servizio non è previsto dalla normativa regionale Adi e non è attualmente legittimato da nessun atto deliberativo o protocollo» chiarisce la Asl. La battaglia di Sonia, però, sta proprio in questo: prevedere delibere dell’azienda sanitaria che regolamentino questo servizio e una legge regionale e nazionale che lo strutturi puntualmente. (v.m.)
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