Asl condannata a pagare il primario in pensione

15 Febbraio 2015

Monina, ex capo della radiologia del Mazzini, ottiene 26mila euro dal giudice: non era mai stato retribuito per l’incarico “a scavalco” ricoperto a Giulianova

TERAMO. La Asl condannata a pagare il primario in pensione. E’ l’effetto di una recentissima sentenza del tribunale di Teramo in una causa intentata da Maurizio Monina, primario del reparto di radiodiagnostica non solo del reparto all’ospedale di teramo, ma anche in quello di Giulianova.

E proprio qui sta l’inghippo. La Asl non ha mai voluto pagare per l’incarico che Monina aveva ricoperto, “ a scavalco” dal 1° febbraio 2007 al 25 aprile 2001 al “Maria Santissima dello Splendore”. Il giudice Maria Rosaria Pietropaolo nei motivi della decisione ricorda che Monina risulta avere «retto e diretto a tempo pieno e continuato, per quasi quattro anni, due delicate strutture complesse ubicate l’una nel comune di Teramo e 1'altra nel comune di Giulianova». Solo dopo che il direttore generale della Asl dell’epoca ha trasformato l’unità complessa di Giulianova in unità operativa semplice dipartimentale, il 13 aprile 2011, nominando responsabile Daniele Manini, Monina non ha più ricoperto l’incarico. Ma, fa notare il giudice, nonostante le diffide, la Asl non l’ha mai pagato per l’incarico ricoperto a Giulianova.

In particolare la Asl ha sempre sostenuto che ai primari “a scavalco” non sia applicabile l’indennità di sostituzione. Invece il giudice ritiene che «l’incarico di direzione di struttura complessa affidato temporaneamente a chi è già titolare di altro analogo incarico deve essere remunerato con l’indennità prevista dall’articolo 18 (del contratto nazionale di lavoro per la dirigenza medica, ndr)che disciplina appunto le sostituzioni in genere, non giustificandosi l’applicazione solo a talune ipotesi e non ad altre». Da qui il riconoscimento al pagamento di 535 euro lordi al mese per un importo complessivo di 26.217 euro. Il giudice Pietropaolo non ha concesso alla Asl nemmeno di stornare alcune somme (12.397 euro) pagate a Monina in quel periodo in quanto risultano essere la cosiddetta retribuzione di risultato che è volta a premiare il raggiungimento di alcuni obiettivi del reparto e non «il maggiore impegno profuso dal ricorrente per lo svolgimento della funzione a scavalco».

La sentenza potrebbe aprire la strada a una serie di altre cause da altri primari “a scavalco” che non sono stati pagati dalla Asl di Teramo per il doppio ruolo. E pare che siano diversi i casi.La Asl dunque dovrà pagare i 26mila euro e passa al medico, più le spese di lite che ammontano a quasi quattromila euro. (a.f.)

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