Asl, parte il piano contro le liste di attesa

Saranno eseguiti esami e visite anche di notte e dopo i 120 giorni l’azienda pagherà prestazioni in libera professione
TERAMO. La Asl ha varato il proprio programma attuativo per il governo delle liste d’attesa per il triennio 2019-2021, in attuazione di quello nazionale del ministero della Salute, recepito dalla Regione.
«I lunghi tempi d’attesa per ottenere prestazioni, sono un problema per tutti i sistemi sanitari dei paesi industrializzati, normalmente caratterizzati da una pressione crescente della domanda, a fronte di risorse finanziarie pubbliche sempre più limitate. Il problema non è di facile soluzione e, mettere a punto politiche per contenere i tempi di attesa, è questione complessa che deve tener conto di numerose variabili: dalla difficoltà di aumento del personale, alla capacità di gestire le priorità dei pazienti, passando anche per la possibilità di diminuire la domanda di prestazioni attraverso una maggiore appropriatezza delle prescrizioni», si legge in una nota.
Il piano della Asl si basa su uno studio eseguito dal responsabile dell'unità operativa dipartimentale Cup aziendale e monitoraggio liste di attesa, Tommaso Migale. La Asl avrà l’obbligo di erogare le prestazioni sanitarie con classe di priorità P (programmabile), al massimo entro 120 giorni. Se non sarà possibile nel normale regime di attività, l’azienda potrà pianificare prestazioni aggiuntive in libera professione che però non graveranno sulle tasche dei pazienti: ne usufruiranno con la normale impegnativa del medico. Inoltre, l’azienda potrà programmare percorsi di tutela degli utenti, anche acquistando prestazioni da operatori sanitari privati accreditati dalla Regione Abruzzo. Sarà possibile eseguire visite ed esami strumentali anche in orario notturno e nei giorni festivi
Saranno attivati i Cup di 2° livello che, all’atto della prescrizione di una visita o un esame di controllo da parte del medico specialista, prenoteranno immediatamente la prestazione, senza rinviare il paziente al medico di famiglia o al normale Cup. Le agende di prenotazione saranno trasparenti e suddivise per classi di priorità. Saranno eseguiti controlli stringenti sull’appropriatezza prescrittiva e attivate azioni per evitare il fenomeno cosiddetto dell’abbandono, cioè prestazioni prenotate e non disdette dai pazienti. Saranno colmate le prime carenze di personale nelle aree più critiche, cioè quelle dove i tempi di attesa sono più lunghi, anche grazie alla Regione che, per il 2019, ha elevato il tetto di spesa per il personale di 500mila euro per ogni Asl.

