Asl, primi tagli sui precari Reparti subito in affanno

18 Marzo 2015

A fine mese via in 70: tra loro i magazzinieri della farmacia che serve gli ospedali oltre a 45 infermieri. Seguiranno 20 medici e tutti quelli che distribuiscono i pasti

TERAMO. Scintilla la lama della ghigliottina sul capo dei primi 70 precari della Asl che a fine mese perderanno il posto. L’azienda sanitaria teramana si trova a gestire una emergenza non di poco conto che le farà perdere, entro il 30 giugno, 336 precari, cioè personale a tempo determinato o con contratti interinali.

Tutto nasce dal decreto numero 5 dell’11 febbraio 2015 emanato dalla Regione, che applica un principio più che condivisibile ma dagli effetti nefasti se calato in una realtà che non è pronta ad accoglierlo. E, soprattutto, che si dibatte in una cronica carenza di personale. Il decreto prevede l’applicazione dell'articolo 9 del decreto legge 78 del 2010 in cui si stabilisce che bisogna ridurre del 50% rispetto al 2009, la spesa per il personale flessibile.

In sostanza la Asl si trova a poter spendere la metà della cifra spesa nel 2009: il taglio ammonta a circa tre milioni e mezzo di euro. Quindi non potrà rinnovare i contratti in scadenza.

Per dare un’idea delle ripercussioni, basta dare una scorsa all’elenco di coloro che fra meno di 15 giorni perderanno il lavoro. Non saranno rinnovati i contratti interinali (con l’agenzia Etjca) a 45 infermieri, 11 magazzinieri della farmacia (su un totale di 15), 6 collaboratori amministrativi che si occupano di appalti, 2 collaboratori tecnici ingegneri. E poi i contratti di 5 medici a tempo determinato: nella medicina di Atri, nella radiologia di Atri, nella neurochirurgia di Teramo, nella endocrinologia di Atri e nell’oncologia di Teramo. Fuori anche un ortottista a Teramo. Un mese dopo, il 30 aprile, salteranno i contratti (con Etjca) a tutto il personale che distribuisce i pasti (46 unità) a cui si sommano 10 ausiliari addetti ai servizi ospedalieri.

Per i contratti a tempo determinato, entro maggio fuori 18 operatori Edp ma anche medici: uno in radiologia a Sant’Omero, uno in radioterapia a Teramo, due in radiologia a Teramo e Sant’Omero, uno in chirurgia a Teramo, due ai Csm di Teramo e Giulianova, uno in psichiatria a Giulianova, uno in anatomia patologia a Teramo, uno al pronto soccorso di Sant’Omero, uno in medicina a Sant’Omero, uno in rianimazione ad Atri, uno in pediatria a Sant’Omero, un farmacista a Teramo. L’elenco sarà forse tedioso, ma dà l’idea degli effetti che i tagli avranno sull’assistenza. In primis, non essendoci i magazzinieri in farmacia non arriveranno più i medicinali nei reparti. Poi toccherà ai pasti per i pazienti. Senza parlare dei disservizi nei vari reparti: in molti non si riusciranno nemmeno più a organizzare i turni di lavoro.

Entro giugno salteranno anche i contratti (tramite Etjca) a 10 autisti di ambulanze (su un totale di 38), mentre non saranno rinnovati i contratti a tempo determinato a 66 operatori socio sanitari, a 5 centralinisti e agli ultimi 4 magazzinieri delle farmacie.

In realtà, se gli effetti del decreto non vengono neutralizzati, al 30 giugno probabilmente finiranno le risorse anche per gli altri precari i cui contratti, in teoria, scadrebbero a fine anno. Impossibile compensare con le assunzioni a tempo indeterminato, sebbene la Asl di Teramo abbia capacità di spesa, in questo ambito, di almeno 6 milioni: in media per espletare un concorso è necessario almeno un anno. «Purtroppo il sistema dei tagli lineari», commenta preoccupato il direttore generale Roberto Fagnano, «produce storture e, paradossalmente, penalizza le strutture storicamente virtuose come Teramo. Spero, anzi sono convinto, che il presidente D’Alfonso modificherà questa situazione, ma è necessario fare presto». I direttori generali hanno peraltro le mani legate: se non faranno i tagli, saranno accusati di illecito disciplinare anche con una responsabilità erariale.

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