Asl, sospesi altri otto dipendenti no vax

4 Novembre 2021

Sono cinque infermieri, due operatori socio-sanitari e un medico: hanno presentato certificati ma non è bastato

TERAMO. Non è bastata la presentazione di certificati medici a evitare i provvedimenti disciplinari. Scatta la sospensione dal servizio, senza stipendio, per altri otto dipendenti no vax della Asl. Le misure sono state disposte dal direttore generale Maurizio Di Giosia in base agli accertamenti avviati dal Servizio igiene, epidemiologia e sanità pubblica che ha verificato il mancato assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale in questione. Salgono così a 18, dall’inizio dei controlli, i dipendenti dell’azienda sanitaria collocati forzatamente a riposo.
LA SCHIERA DEI NO VAX
Il numero dei sospesi è destinato comunque a salire. In tutto sono ancora 32, stando ai dati in possesso dell’azienda, gli addetti in servizio nelle strutture sanitarie pubbliche da sottoporre agli accertamenti. Si tratta, infatti, di operatori che hanno presentato certificati medici per motivare la mancata vaccinazione anti-Covid. Al Servizio igiene, epidemiologia e sanità pubblica è spettato il compito di esaminare, caso per caso, la corrispondenza di quanto dichiarato all’effettiva impossibilità di sottoporsi alla somministrazione del siero immunizzante. Per i primi otto visitati, dunque, la certificazione non è stata ritenuta sufficiente a giustificare la scelta di non vaccinarsi. Tra i sospesi ci sono cinque infermieri, due operatori socio-sanitari e anche un dirigente, a dimostrazione del fatto che il fronte degli scettici taglia trasversalmente l’organico dell’azienda sanitaria.
LE CONSEGUENZE
La sospensione dal servizio e di conseguenza dalla corresponsione dello stipendio resterà in vigore fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale, è scritto nei provvedimenti firmati da Di Giosia, e comunque non oltre il 31 dicembre. Si tratta, però, di una data indicativa legata sia al piano di vaccinazione nazionale che a eventuali modifiche delle disposizioni di volta in volta adottate dal governo. Sta di fatto, comunque, che la nuova raffica di sospensioni e quelle che molto probabilmente seguiranno nelle prossime settimane incidono su un organico già carente, spiega sempre il manager negli atti d’interdizione dal servizio. Per questo, allo scopo di garantire i livelli essenziali di assistenza, è stata avviata la ricerca di personale da impiegare con incarichi temporanei.
LA PROCEDURA SEGUITA
Alle prime dieci sospensioni e alle verifiche in corso, che per ora hanno fatto scattare altre otto interdizioni, la Asl è arrivata al termine di un lungo percorso finalizzato a raggiungere il numero massimo di vaccinati tra i proprio dipendenti. L’azienda ha prima inviato diffide agli operatori non in regola, invitandoli a procedere con l’immunizzazione entro cinque giorni. Chi non si è adeguato ha ricevuto un secondo avviso in cui veniva fissato l’appuntamento per la somministrazione. Alcuni hanno scelto di mettersi in regola, altri hanno ignorato le diffide e sono stati sospesi senza ulteriori passaggi, mentre altri ancora hanno dichiarato patologie incompatibili con il vaccino, Per questi ultimi, dunque, sono in corso gli accertamenti.
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