Assalto dei fungaioli sulla Laga, è polemica

De Ruvo la scatena sul blog “Funghiteramani”: «Nessuno verifica chi ha il regolare tesserino»
ROCCA SANTA MARIA. «Mi piange il cuore vedere le mie montagne stuprate così e la legge, caposaldo del vivere sociale collettivo, calpestata più del sottobosco». Sono le parole di Bruno De Ruvo, noto fungaiolo che sul blog “Funghiteramani” ha lanciato una protesta per la situazione di «anarchia di alta quota», come lui stesso l’ha definita, nella gestione della raccolta dei funghi sui monti della Laga, in particolare nel comune di Rocca Santa Maria. Protesta che si rivolge al Comune, all’Amministrazione separata e agli organi preposti al controllo dell'area protetta. A sostegno della sua battaglia De Ruvo ha postato una fotografia di Igor Monaldi sulla pagina del blog nella quale si vede la zona della Cavata, a 1700 metri, invasa da macchine. «È un momento buono per i funghi e tanti arrivano pagando 10 euro all’Amministrazione separata, che se ne fotte se siano persone con regolare tesserino raccolta funghi, li autorizza comunque a transitare su una strada sottoposta a divieto, spesso devastando e lasciando residui di ogni genere», ha scritto De Ruvo sul blog, e rivolgendosi ai vari enti locali, a Parco e Forestali ha chiesto: «È possibile che si rimanga tolleranti di fronte a tutto questo? È possibile che il Parco non interviene e che i Forestali girano alla larga?». E ancora: «È possibile che l’unico controllo viene fatto da una persona facente funzioni di vigile urbano del Comune di Rocca che controlla solo se sono stati pagati i permessi senza che nessuno controlli i funghi venduti in nero? Qui si è abbandonato il territorio al proprio destino».
In tanti hanno commentato il post. Chi ha dato manforte alla polemica, chi ha suggerito soluzioni e chi, invece, non appoggia i toni forti usati. E sono scattate le reazioni. «La strada della fotografia, che permette l’accesso al bosco, è una pista di penetrazione forestale, cioè una strada a servizio delle attività agro-silvo-pastorali», ha spiegato il sindaco Lino Di Giuseppe, «e quindi anche dei fungaioli previa autorizzazione e pagamento della quota all’Amministrazione separata. C’è un’ordinanza di divieto di accesso eccetto gli autorizzati dal 2012, che io ho mantenuto proprio per la tutela ambientale della zona, che permette l’accesso a chi svolge le attività suddette e stabilisce il limite giornaliero». Di Giuseppe, poi, chiarendo che nel comune non ci sono vigili urbani, ha tenuto a precisare che «per le altre trasgressioni ho istituito il ruolo di agente accertatore che può emanare sanzioni amministrative solo sulle ordinanze sindacali e non può applicare il codice della strada».
Secca anche la risposta dell'Amministrazione separata. «Come stabilisce la legge amministriamo la raccolta dei funghi e il ricavato della vendita dei tesserini lo utilizziamo per rendere migliore la vita di chi vive in montagna», ha detto la vice presidente Barbara Diletti, «rendendo accettabile il costo della legna e acquistando, ad esempio, mezzi per spalare la neve lavorando sempre in accordo con il Comune. Ci teniamo a dire che non è nostra competenza controllare i tesserini, ma sul quantitativo dei funghi raccolti appoggiamo la protesta perchè questa competenza spetta ai Forestali. In Abruzzo non effettuano controlli, cosa che avviene invece giornalmente nella vicina regione Marche».
Adele Di Feliciantonio
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