Assemblea pubblica a Casoli: «Il coinceneritore va bloccato»

Comitati di cittadini, Comune e associazioni d’accordo sulla necessità di contrastare l’ok all’impianto L’azienda che ha proposto il progetto si dice pronta a spiegarlo e a smentire il rischio inquinamento
ATRI. Primo incontro pubblico a Casoli di Atri per discutere della proposta di costruzione di un impianto di coincenerimento nella zona industriale Stracca presentata dalla ditta bergamasca Ndt Spa, che già opera sul territorio. Alla riunione organizzata dall’associazione “La Stracca”, che si è svolta mercoledì, erano presenti in blocco i rappresentanti della maggioranza, in primis il sindaco Piergiorgio Ferretti e il vice Domenico Felicione, e molti esponenti dell’opposizione. Non sono mancate le associazioni ambientaliste come Italia Nostra, il direttore dell’Oasi dei Calanchi Adriano De Ascentiis, rappresentanti dell’Asp 2 di Teramo e del comitato cittadino “Scerne Torre San Rocco” e molti residenti nella contrada Stracca di Casoli. Tutti hanno messo sul piatto la necessità di azioni da intraprendere per contrastare l’eventuale autorizzazione, da parte della Regione Abruzzo, per la costruzione dell’impianto, che servirebbe a produrre energia o materiali utilizzando i rifiuti speciali non pericolosi come combustibile. Un membro dell’associazione “La Stracca”, Alessandro Demetrio, ha illustrato attraverso slide le problematiche già presenti sul territorio inerenti la produzione di polveri sottili da parte di altre aziende. In una nota si legge: «Nell’incontro abbiamo evidenziato le varie attività nelle vicinanze del nuovo impianto, la presenza di aziende agricole con coltivazioni biologiche, di un mulino, di ristoranti e agriturismi. Dalla planimetrie è stata evidenziata la distanza della ditta dall’ospedale San Liberatore, dalle scuole della frazione Casoli, dalla fattoria sociale didattica Rurabilandia e dal centro abitato. L’amministrazione comunale è d’accordo nel contrastare la costruzione di questo impianto sul territorio di Atri e ha dato incarico a un avvocato per la verifica della pratica. Cittadini, comitati e associazioni sono disposti a incaricare ingegneri ambientali e chimici. Una volta creato l’impianto, nulla vieterebbe eventuali altre autorizzazioni con conseguenze disastrose per tutto il territorio anche di Pineto, Roseto e Morro d’Oro».
L’azienda Ndt ha annunciato al “Centro” di voler spiegare il progetto, che a suo avviso prevede il significativo abbattimento delle emissioni di gas clima alteranti. La scelta di confrontarsi con la ditta, ma solo dopo l’esito di una consulenza tecnica approfondita, è stata ritenuta possibile dall’assessore all’ambiente del Comune di Atri Mimma Centorame.
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