Assistenza domiciliare un altro pezzo va ai privati

28 Luglio 2015

Allarme della Cisl, le prestazioni degli infermieri saranno appaltate all’esterno Salvi: «Così si rovina un servizio svolto bene dai dipendenti su 2.962 pazienti»

TERAMO. Un altro pezzo dell’assistenza domiciliare integrata sarà appaltato ai privati. A dare notizia dell’esternalizzazione di una parte basilare del servizio, l’assistenza infermieristica, è la Fp Cisl in un nota dal titolo significativo: “Basta con le esternalizzazioni scellerate!”.

Il sindacato informa che è allo studio un bando esternalizzare in tutte le Asl d’Abruzzo l’Adi, sia per la fisioterapia, che per la logopedia e l’assistenza infermieristica. Alla Asl di Teramo le prestazioni di fisioterapia sono state già esternalizzate l’anno scorso.

«La Cisl Fp non è contraria a esternalizzazioni che riguardino i servizi non strategici delle pubbliche amministrazioni, soprattutto se tali servizi non sono destinati alla cura della persona», esordiscono il segretario regionale Andrea Salvi e quello generale Vincenzo Traniello, «in queste settimane la Asl di Teramo ha deciso di procedere all'esternalizzazione del servizio Adi da sempre affidato al personale interno.La Cisl Fp dice no a questa decisione sull'assistenza domiciliare integrata, finora svolta in maniera efficiente ed efficace, sia perché dove tale affidamento all'esterno si è già realizzato, il servizio è qualitativamente peggiorato e sia perché tale esternalizzazione non consentirebbe risparmi economici né consentirebbe recupero di personale». Secondo Salvi non si risolverebbe nemmeno la carenza di personale: sarebbero una decina gli infermieri recuperati in quanto totalmente dedicati all’Adi, gli altri svolgono le prestazioni fuori del normale orario di lavoro.

«Non solo la qualità del servizio ma anche i numeri confermano che l'Adi di Teramo è fiore all'occhiello della sanità territoriale abruzzese: nel 2014 sono stati assistiti 2.962 pazienti di cui 2708 ultrasessantacinquenni con un totale di accessi infermieristici pari a 71.964 e 189.747 prestazioni». La Cisl teme che la qualità possa scadere: «si rinuncerebbe alla professionalità e all’esperienza degli infermieri Asl: è un patrimonio che va salvaguardato. Tantopiù che trattano pazienti complessi, anziani, con pluripatologie. Inoltre fra pazienti e infermieri si è creato un rapporto di conoscenza e fiducia che si perderebbe. Basta vedere quel che è accaduto con l’appalto della fisioterapia, che non ha dato i risultati sperati». Il sindacato annuncia che si opporrà «a questa scelta scellerata». «La deospedalizzazione è certamente un obiettivo da perseguire» ma dell’Adi deve essere garantita «la qualità con personale aziendale del settore che ha esperienza e professionalità consolidate». Da qui l’invito al direttore generale Roberto Fagnano «a ripensare le proprie decisioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA