Associazione Bauhaus, riscoprire il cinema in libreria

ROSETO. Non servono grandi spazi per esporre lavori di alto profilo o per guardare un film in compagnia. Ne sono convinti il fotogiornalista e antropologo di fama internazionale Massimiliano Verdino...
ROSETO. Non servono grandi spazi per esporre lavori di alto profilo o per guardare un film in compagnia. Ne sono convinti il fotogiornalista e antropologo di fama internazionale Massimiliano Verdino e la photoeditor Katia Stefanucci, che nel dicembre del 2015 hanno dato vita all’associazione Bauhaus. Il loro impegno è entrato in soccorso alla cronica assenza a Roseto di spazi espositivi e da qualche mese anche del cinema. Grazie alla collaborazione con la libreria La Cura, Verdino e Stefanucci (presidente dell’associazione) allestiscono mostre di artisti rinomati o di talenti locali e curano il “Piccolo cinema in libreria”, rassegna molto apprezzata che, oltre ad attenuare la mancanza del cinema a Roseto, porta alla ribalta dei film che passano inosservati a causa della sovraesposizione di pellicole prodotte in tempi recenti. «Il nostro obiettivo è e vuole continuare ad essere veicolare grandi messaggi in piccoli spazi assolutamente indipendenti dalla politica», precisa Verdino. Bauhaus però è molto altro. L’associazione nasce per progetti di insegnamento. Corsi di comunicazione visiva, antropologia visuale e di fotografia nelle scuole, dalle elementari fino alle superiori, di tutta la provincia. (p.s.)

