Associazione senza sede: chiude dopo dieci anni

NOTARESCO. Sono parole amare quelle di chi, dopo dieci anni di impegno per la comunità e verso i più fragili, annuncia la fine di un’avventura di volontariato e solidarietà. A chiudere i battenti è l'...
NOTARESCO. Sono parole amare quelle di chi, dopo dieci anni di impegno per la comunità e verso i più fragili, annuncia la fine di un’avventura di volontariato e solidarietà. A chiudere i battenti è l'associazione “L’allegra borgata” di Collemarino di Notaresco. Il direttivo ha deciso di porre fine all'attività a causa delle difficoltà maturate negli ultimi tempi. Difficoltà solo in parte figlie della pandemia. “L’allegra borgata”, presieduta da Derna Gramenzi, negli anni ha organizzato eventi di ogni genere: dalle serate folkloristiche ai musical, dai concerti di Natale al presepe vivente, fino alle iniziative benefiche e di aiuto ai cittadini del paese anche in epoca Covid. Ma senza sostegni, neppure da parte dell’amministrazione, andare avanti è impossibile.
Scrive il direttivo: «Il periodo di emergenza ha peggiorato la situazione: da una parte siamo reduci da oltre un anno e mezzo di aumento di solitudine, insofferenza e disagi, ma dall’altra c’è la mancanza di sensibilità nel fornire un aiuto concreto. Si è notato il disinteresse sociale nei confronti della disabilità e degli anziani, punto di forza della nostra associazione con iniziative quali la festa dell’amicizia, la collaborazione con il Circolo anziani e giovani di Nereto, la tombolata di beneficenza, il servizio alle Poste, la collaborazione con l’assessorato al sociale, la raccolta di generi alimentari». Sulla scelta pesano i mancati aiuti.
«Ci siamo sempre considerati un valore aggiunto per il paese, una forza su cui contare; non ci siamo mai ritenuti in guerra con nessuno e abbiamo scelto sempre il silenzio di fronte all’indifferenza di chi è ai piani alti, di chi poteva fare e non ha fatto», afferma l’associazione, «la nostra idea è sempre stata quella di chi si muove sul territorio quotidianamente e non solo per un paio di eventi all’anno: ma purtroppo per fare questo si ha bisogno innanzitutto di una sede. Abbiamo fatto di tutto per trovarne una, per mantenerci autofinanziandoci, per cercare aiuto e collaborazione con chi ha creduto in noi ma purtroppo le promesse non mantenute, i sogni infranti e chi è venuto meno agli impegni presi, ha fatto sì che l’associazione prendesse la decisione di chiudere».
Veronica Marcattili

