Assolto sindacalista della Team «Non si sostituì a un collega»

TERAMO. Era finito a processo con l’accusa di essersi sostituto a un altro dipendente e con questa identità digitale di aver postato su internet commenti negativi contro gli allora dirigenti della...
TERAMO. Era finito a processo con l’accusa di essersi sostituto a un altro dipendente e con questa identità digitale di aver postato su internet commenti negativi contro gli allora dirigenti della Team, la Teramo Ambiente: Massimo Di Carlo, 56 anni, ieri è stato assolto con la formula per non aver commesso il fatto.
La sentenza è stata emessa dal giudice onorario di tribunale Enrico Pompei con motivazioni annunciate tra sessanta giorni. L’uomo era assistito dall’avvocato Tommaso Navarra.
La vicenda risale al 2014 e all’epoca suscitò molto clamore. L’uomo, in quel periodo esponente della Rappresentanza sindacale unitaria, era stato anche destinatario di un provvedimento di licenziamento da parte della stessa azienda impugnato davanti al giudice del lavoro e successivamente annullato proprio dal magistrato.
Il 56enne era finito a processo in seguito a un’imputazione coatta del gip per sostituzione di persona perchè, secondo l’accusa, si sarebbe sostituito a un altro dipendente utilizzando pseudonimi ed email per postare su internet commenti contro gli allora dirigenti della Team e facendo così aprire per questo un procedimento disciplinare nei confronti dell’altro che nel processo si era costituto parte civile rappresentato dall’avvocato Divinangelo D’Alesio. «Alfine di procurarsi un giusto vantaggio», così era riportato nel decreto di citazione diretta a giudizio, «sostituiva illegittimamente la propria all’altrui persona postando commenti contro dirigenti della Team, facendo aprire un procedimento disciplinare a carico dell’altro, percependo un ingiusto profitto con altrui danni».
Al termine dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della quale sono stati ascoltati vari testi che hanno ricostruito tutta la vicenda, il giudice ha pronunciato la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.
Così commenta l’avvocato Navarra: «È un caso emblematico sui rischi connessi all’uso delle nuove tecnologie. Purtroppo non è infrequente che persone esperte siano in grado di sostituirsi all’identità digitale di una persona nota alfine di propalare a suo nome commenti e valutazioni mai intervenute». (d.p.)
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