Assoturismo: «Natale, stop sprechi Si rinunci alle piste di pattinaggio»

GIULIANOVA. Il caro energia sta mettendo in ginocchio interi settori del commercio e del turismo, in primis i pubblici esercizi. Gianluca Grimi, esercente giuliese, in qualità di presidente regionale...
GIULIANOVA. Il caro energia sta mettendo in ginocchio interi settori del commercio e del turismo, in primis i pubblici esercizi. Gianluca Grimi, esercente giuliese, in qualità di presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti avanza delle proposte alle amministrazioni locali per evitare sprechi energetici con l’approssimarsi del Natale e lancia un appello accorato affinché vengano dati dei segnali tangibili di solidarietà e vicinanza a famiglie e piccole imprese. «Con cinque milioni di italiani che sono andati in morosità, la situazione non è nemmeno commentabile», afferma Grimi, « in questo scenario, la soluzione vera non può essere che nazionale ed europea: tuttavia, anche le amministrazioni locali dei segnali concreti sono chiamati a darli».
In particolare, il presidente di Assoturismo si sofferma sull’organizzazione delle prossime manifestazioni natalizie, che anche quest’anno dovranno essere svolte sia per tradizione, che per sostenere il commercio locale. Quindi continua: «Così com’è importante che queste manifestazioni ci siano, ritengo sia altrettanto indispensabile realizzare risparmi energetici concreti ed evitare sprechi di ogni genere: occorrerà rinunciare a qualcosa, avendo cura di privilegiare le realtà commerciali e produttive locali. Propongo pertanto di risparmiare, rinunciando alle piste di pattinaggio su ghiaccio», suggerisce Grimi, «che, a tutti gli effetti, quest’anno appaiono economicamente insostenibili: i costi dell’energia infatti, andrebbero a ricadere sulle amministrazioni comunali e in ultimo sulla collettività. In tempi normali, questi costi si aggirano su cifre che vanno dai 5.000 ai 10.000 euro per comune».
Secondo il presidente di Assoturismo, le amministrazioni locali potrebbero destinare queste importanti cifre alla creazione di fondi di solidarietà per famiglie o piccole imprese in difficoltà: «Non sarebbe di certo la soluzione a tutto, ma è comunque un concreto segnale di vicinanza nei confronti delle famiglie e delle piccole imprese. Nei negozi di prossimità sta aumentando a dismisura la richiesta di acquisti a credito, e sono solo gli operatori del commercio, a loro volta in difficoltà, a dover venire incontro alle esigenze di credito delle famiglie che devono pagare le stratosferiche bollette energetiche. La rinuncia alle piste e la devoluzione delle cifre risparmiate al sociale possono essere una delle tante idee», conclude.
Stefania Gervasini
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