Ateneo, a settembre lezioni in aula e torna la festa delle pergamene

9 Luglio 2020

Il senato accademico ha deciso che le ore saranno da 40 minuti e che riprendono gli esami in presenza Mastrocola: «Forte richiesta degli studenti di tornare in ateneo, vogliono essere una comunità reale»

TERAMO. L’università da settembre riapre agli studenti, con una serie di modifiche dell’attività didattica. Lo ha deciso martedì il senato accademico.
«A settembre la modalità di erogazione della didattica ordinaria sarà in presenza, rispettando le norme per il distanziamento, con controlli all'entrata e la necessità di indossare la mascherina», spiega il rettore, Dino Mastrocola, «la capienza delle aule sarà ridotta rispetto a quella reale. I corsi di laurea con numeri minori non avranno problemi. Per quelli con capienza superiore rispetto alle aule, si andrà alla didattica in presenza e on-line in simultanea. Due gruppi di studenti, con i cognomi dalla A alla M e dalla M alla Z, si alterneranno nelle due modalità. Tutti dovranno tener conto degli studenti che non possono seguire, per motivazioni normative tra cui disabili e studenti Erasmus. Se ci sono numeri contenuti ogni docente provvederà a forme di recupero delle lezioni».
Cambieranno anche i tempi. Una lezione non durerà più un’ora, ma 40 minuti. Questo perchè se prima gli studenti si spostavano da un’aula all’altra per seguire le lezioni, adesso in una giornata rimarranno fissi al loro posto: saranno i professori a succedersi nell’aula. Altrimenti si dovrebbero sanificare i locali ogni ora. « Lo studente entra la mattina ed esce il pomeriggio e resta in un posto unico. Con blocchi da 120 minuti (tre ore da 40 minuti)», aggiunge il rettore, «torneranno in presenza gli esami e le lauree. Dando seguito all’impegno preso con chi si è laureato a marzo e luglio, in settembre avverrà la consegna dei diplomi di laurea, quindi delle pergamene, alla presenza del rettore. Sarà ammesso in aula magna un numero limitato di parenti e amici. Ci ripromettiamo però, ad anno nuovo, di fare la festa in piazza per tutti i laureati, anche dell’anno precedente. Abbiamo preso queste decisioni anche su forte spinta degli studenti che vogliono tornare a essere comunità reale e non virtuale: mi hanno mandato a questo riguardo un documento molto carino, che abbiamo portato in senato».
Mastrocola non sembra granchè preoccupato del calo di iscrizioni, dato per possibile in tutte le università italiane: «Io scommetto sul contrario, quantomeno su tenuta nostre iscrizioni. Probabilmente ci sarà una diminuzione iscrizioni e flussi verso le grandi università, ma in questo panorama si guarderà di più alle eccellenze dell'offerta formativa locale. E poi c’è l’impegno del governo sulla no tax area che passa da 13mila euro di Isee a 20mila. E da 20mila a 30mila ci saranno sconti superiori rispetto a prima. Poi per il merito ci sono attenzioni particolari: l’esenzione in entrata a chi si è diplomato con voto da 95 in su, prima era 100 e 100 e lode. Anche la Regione investe sul diritto allo studio. Tutto questo dovrebbe andare incontro alle problematiche economiche generate dall'emergenza Covid». (a.f.)
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