Atr, impegno a pagare gli stipendi I sindacati: posti di lavoro a rischio

7 Febbraio 2020

Colonnella, ieri vertice in prefettura sulla difficile situazione della fabbrica che produce carbonio Forti dubbi dei lavoratori sull’applicazione della cassa integrazione e su un possibile contratto pirata

COLONNELLA. Vertice in prefettura sull’Atr. Per i politici la rassicurazione a pagare gli arretrati a breve fornisce, almeno parzialmente, spiragli positivi, mentre i sindacati hanno una visione ben diversa. Per loro sono a rischio almeno la metà dei posti di lavoro.
«L’azienda ha appena avviato una procedura per cassa integrazione straordinaria per crisi, che può durare al massimo un anno», esordisce Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «e nel comunicato alle maestranze l’azienda ha scritto che non ha lavoro per più di 50 persone (i dipendenti sono 137, ndr). Ora si è inventata, l’ha ufficializzato nell’incontro, che vogliono applicare un non meglio precisato “contratto del polo del carbonio”. Secondo me l’obiettivo è fare un solo anno di Cigs, tagliare un centinaio di posti e fare contratto ad hoc per cacciare fuori il sindacato. Sembra un piano già studiato. Secondo me il presidente Di Murro è mal consigliato da consulenti».
«Siamo contrari alla cassa straordinaria per crisi», aggiunge Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «secondo noi è meglio il contratto di solidarietà che riduce le ore di sospensione e può durare tre anni, e non uno solo come la Cigs. Non abbiamo avuto notizie sul piano industriale: una società straniera lo sta redigendo, ci sarà comunicato quando tutti i tasselli saranno messi in fila. Noi abbiamo ricordato che c'è il debito con la curatela (2,2 milioni, ndr): l'interesse è che si saldi o c'è il rischio del fallimento». Sul contratto del settore carbonio anche D’Ignazio è molto scettico: «stiamo parlando di costanti ritardi nel pagamento degli stipendi, è inaccettabile un contratto pirata o comunque non firmato dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. Il problema sono le commesse che stanno scemando». Sugli stipendi l’azienda ha garantito che entro il 15 febbraio sarà pagata la mensilità di dicembre e il 25% di quella di luglio e il 20 quella di gennaio e un altro 25% di luglio. «Confidiamo che il presidente mantenga l’impegno non mancando di rispetto alla prefettura», osservano i sindacati. In fabbrica si faranno due assemblee, il 17 e 21, proprio per monitorare il rispetto degli impegni.
All’incontro erano presenti l’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti, il deputato del M5S Antonio Zennaro, il consigliere regionale Dino Pepe, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e il sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli. «È utile che le istituzioni si mettano in campo per la salvaguardia del sito», osserva Fabrizio Cecchini, Rsu della UIlm Uil, «la prospettiva occupazionale è a forte rischio: le commesse stanno finendo e non se ne vedono di nuove. Non riteniamo adatta la Cigs: quale futuro può esserci se il lavoro manca? Se prima eravamo preoccupati, oggi lo siamo ancor di più. Di Murro si deve assumere le proprie responsabilità».
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