Atr non paga gli stipendi arretrati Via a quattro giorni di sciopero

L’azienda di Colonnella non ha rispettato gli impegni presi in prefettura, tensione tra i lavoratori che si sono riuniti in assemblea permanente fuori dalla fabbrica: il 20 c’è il tavolo in Regione
COLONNELLA. I mancati impegni da parte della proprietà dell’Atr di Colonnella di saldare entro il 15 febbraio scorso la mensilità di dicembre e il 25 per cento di quella di luglio ha portato i sindacati a proclamare una nuova astensione dal lavoro con assemblea permanente fuori dalla fabbrica. Da ieri e fino al 20 febbraio, i lavoratori incroceranno le braccia aspettando il tavolo convocato in Regione, dove le parti si confronteranno nuovamente. L’impegno di saldare gli arretrati salariali è dunque saltato come pure si teme salti l’altra scadenza, quella del 20 febbraio, quando l’azienda dovrebbe saldare gennaio e l’altro 25 per cento di luglio.
Operai e sindacati sono sul piede di guerra. «Nonostante gli impegni assunti dall’amministratore unico dell’Atr di Colonnella, Antonio Di Murro, in sede di incontro sindacale tenuto presso la Prefettura di Teramo lo scorso 7 febbraio (impegni che prevedevano la liquidazione della mensilità di dicembre 2019 e del 25% della mensilità di luglio 2019 entro il 15 febbraio 2020) l’azienda, ad oggi, non ha effettuato alcun pagamento», sottolineano Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. E continuano: «Abbiamo inoltre motivo di ritenere che non verrà rispettato neanche l’impegno assunto per il prossimo 20 febbraio (pagamento della mensilità di gennaio 2020 e 25% della mensilità di luglio 2019). Tutto ciò, oltre a rappresentare una grave mancanza di rispetto sia verso le istituzioni presenti all’incontro in prefettura, che nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, sta determinando gravi problemi di carattere economico e sociale alle maestranze con conseguenze al momento non prevedibili. In tal senso, chiediamo che il prefetto attivi tutte le misure che riterrà opportune per superare le gravi difficoltà che i dipendenti dell’azienda Atr stanno vivendo. Stessa richiesta viene estesa anche ai rappresentanti istituzionali che hanno seguito l’evolversi della vertenza e che ci leggono per conoscenza».
Le famiglie sono in difficoltà con i mutui e con altri adempimenti e la tensione sta salendo fra i dipendenti dell’azienda del carbonio di Colonnella. La cassa integrazione non è un problema in sé, avevano sottolineato in precedenza i sindacati, ma il problema è come viene prospettata perché un anno di cassa integrazione a zero ore per 100 lavoratori rischia di far perdere la vera ricchezza, cioè la competenza dei lavoratori, che in Atr sono specializzati e qualificati. L’amministratore unico di Atr, Di Murro, il giorno dello sciopero di fine gennaio scorso disse che non avrebbe potuto evitare la riduzione del personale e il ricorso alla Cig.
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