Atr, vertenza in stallo I sindacati: temiamo per l’ordine pubblico

Nulla di fatto dopo l’incontro in prefettura, appello ai politici «Impedite che l’azienda venga smantellata da Di Murro»
TERAMO. «Siamo ostaggi di Di Murro». Non si placa la rabbia dei lavoratori dell’Atr Srl di Colonnella, arrivati al decimo giorno di sciopero e di protesta contro il proprietario dell'azienda, Antonio Di Murro, reo di non rispettare gli impegni per il pagamento degli stipendi pregressi. Ieri mattina l'incontro in prefettura tra i sindacati di categoria e il prefetto Graziella Patrizi ha prodotto un sostanziale nulla di fatto.
«Abbiamo palesato al prefetto la situazione critica che stanno vivendo i lavoratori», ha dichiarato Mirco D'Ignazio, segretario generale della Fiom Cgil Teramo, «abbiamo sottolineato inoltre la possibilità di un rischio concreto per l'ordine pubblico, perché i lavoratori sono esasperati e diventa pertanto complicato poter garantire lo svolgimento ordinato del presidio. La situazione sta diventando insostenibile: siamo arrivati ormai alla seconda settimana di sciopero, ma soprattutto al quarto mese di stipendio arretrato. Pensare di poter aspettare il 4 marzo, data del prossimo incontro in Regione con la proprietà, a nostro avviso non è possibile, è veramente troppo tardi e non si può chiedere ai lavoratori ulteriore pazienza», ha continuato D'Ignazio, «il prefetto ci ha comunicato però di non avere strumenti per poter intervenire e questo è un grave problema. Pertanto registriamo un nulla di fatto, uno stallo che di certo non ci aiuta». A fargli eco Fabrizio Cecchini, Rsu della Uim Uil: «Nell'indifferenza delle istituzioni si sta svolgendo un dramma: una delle aziende più specializzate del settore sta per essere smantellata da un imprenditore che di fatto non vuole fare azienda. Tutti gli attori coinvolti nella situazione devono uscire da questo immobilismo. Facciamo un appello alla politica, affinché possa intervenire in maniera concreta, dato che finora è la grande assente in questa vertenza». L'esasperazione è alle stelle. «Le sensazioni sono negative. Il tempo passa e le mensilità arretrate sono rimaste tali», attacca Giuseppe Ruffini, lavoratore della Atr, «Di Murro ogni giorno auspica, parlando con i clienti dell'azienda, un nostro ritorno imminente. Ci sentiamo presi in giro e lo ribadiamo con forza: senza pagamenti non rientreremo».
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