Atri, altro storico negozio chiude i battenti

11 Gennaio 2023

Chiodi abbigliamento cesserà l’attività domenica dopo 70 anni. Il titolare: «Impossibile andare avanti»

ATRI . La città ducale perde il secondo negozio storico a distanza di due settimane. Dopo la chiusura a fine anno dell’alimentari “La bottega di Caramella” in via Finocchi 26, considerato punto di riferimento per molti residenti e gestito con impegno e professionalità per vent’anni da Gabriella Cellinese, domenica prossima si abbasseranno definitivamente le serrande anche di un’altra attività che appartiene alla storia del commercio atriano. Si tratta del negozio di abbigliamento Chiodi in corso Elio Adriano. Era stato aperto giusto 70 anni fa, nel 1952, da Remo Chiodi che, insieme a sua moglie, decise di mettere a frutto l’esperienza maturata da ambulante, concentrando la propria attività su Atri dove è diventato con il tempo un riferimento per abiti da cerimonia, accessori e abbigliamento per i giovani.
Negli ultimi anni l’attività è stata gestita da Adamo Chiodi, figlio dei fondatori. «I fattori che ci hanno spinto a decidere per la chiusura definitiva da questo fine settimana sono molteplici», afferma, «non è solo questione che la nostra età sia oramai vicina alla pensione: hanno inciso negativamente la pandemia, il mercato che non tira più, l’aumento dei costi delle forniture e i prezzi dei prodotti. Poi c’è la mancanza di volontà di lavorare da parte dei giovani per un eventuale ricambio».
Adamo racconta le vicissitudini recenti. «Ho provato in tutti i modi a resistere ai centri commerciali e alle vendite on line, con saldi anche al 70 e 80 per cento, ma il mercato per i piccoli Comuni come il nostro è finito. La nostra attività è a conduzione famigliare e nonostante ciò non ci si esce». Sulla crisi che attanaglia molte attività ad Atri era già intervenuta l’assessore al commercio Alessandra Giuliani che aveva evidenziato come siano generalizzate le difficoltà che i commercianti si trovano ad affrontare. Anche nella vicina Pineto, in via D’Annunzio, sono diverse le attività chiuse, in liquidazione o ferme per «rinnovo locali». La tendenza negativa coinvolge anche Silvi che conta sul lungomare decine di attività non più in funzione. (d.f.)