Atri, classe bis del liceo negata: appello dei genitori a Mattarella

14 Maggio 2021

Una lettera al presidente della Repubblica per chiedere «il rispetto del diritto allo studio per tutti» Un papà: «Il ministro Bianchi non ci ha risposto, ma i nostri figli non possono stare nell’incertezza»

ATRI. I genitori degli alunni iscritti al primo anno del liceo scientifico sportivo "Zoli" di Atri, che si sono visti negare l’accesso al percorso di studi a causa della mancata istituzione di una classe prima bis, alzano il tiro e annunciano una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Chiedono il riconoscimento del diritto allo studio. Secondo le ultime disposizioni i venti ragazzi dovranno superare una selezione con il rischio di dover ripiegare su un altro indirizzo o dover scegliere un'altra città.
I genitori, nelle scorse settimane, hanno già scritto al ministro della pubblica istruzione Patrizio Bianchi senza ottenere risposte. Nessuna risposta è arrivata dall’ufficio regionale scolastico.
Domenica scorsa una delegazione di genitori ha pacificamente manifestato davanti all’istituto scolastico. Uno dei genitori Bejamin Lucci, papà di un giovane che aveva deciso di iscriversi al liceo ed è stato escluso, dice: «Adesso abbiamo bisogno di rispetto ed occorre che qualcuno ci spieghi perché in nostri ragazzi non possono studiare. Non vogliamo scomodare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella o il presidente del consiglio Mario Draghi che avranno sicuramente argomenti più urgenti da affrontare, ma è necessario che si pronunci l’ufficio scolastico regionale e ci spieghi le motivazioni delle decisione assunte. Almeno lo spieghino al nostro sindaco Piergiorgio Ferretti che ha sollevato con noi il caso. I ragazzi sono appesi ad un filo e non sanno del loro destino professionale futuro e non sono state date loro alternative. Loro vogliono fare il liceo sportivo ad Atri e non si vogliono trasferire. La città ducale ha anche un polo sportivo consono alle materie di attività motoria, non vedo perché non si possa istituire una seconda classe e gli alunni debbano essere dirottati altrove».
Lotta e non si arrende Chiara Ermigiotti, madre di uno studente rientrato nella prima classe. Si batte per tutti gli altri e aggiunge: «Al momento è stata fatta una graduatoria e solo 27 dei 46 ragazzi che avevano fatto la domanda di iscrizione sono rientrati. I ragazzi non sappiamo come verranno redistribuiti nelle scuole pubbliche che hanno le classi al completo. Ho chiamato, senza avere risposte la segreteria della direzione del ministro Bianchi, l’ufficio scolastico regionale e ora se necessario sposteremo la protesta sempre più con la lettera al presidente della Repubblica Mattarella considerando che il diritto allo studio è tutelato dalla Costituzione italiana». E non solo. I genitori, infatti, hanno annunciato anche le volontà di fare un ricorso al Tar.
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