Atri, neonato morto Eseguita l’autopsia sul corpo riesumato

24 Marzo 2015

ATRI. Ci vorranno sessanta giorni per conoscere l’esito dell’autopsia che ieri pomeriggio è stata effettuata sul corpicino del neonato la cui salma è stata riesumata su disposizione della procura....

ATRI. Ci vorranno sessanta giorni per conoscere l’esito dell’autopsia che ieri pomeriggio è stata effettuata sul corpicino del neonato la cui salma è stata riesumata su disposizione della procura. Un provvedimento disposto dal pm Stefano Giovagnoni che indaga dopo la denuncia do due genitori.

Nel novembre del 2014 il loro primogenito è morto all’ospedale di Pescara tre giorni dopo la nascita avvenuta all’ottavo mese di gravidanza della mamma, una giovane donna di nemmeno 30 anni. Da una prima ricostruzione, fatta attraverso le cartelle cliniche e i vari esami che il pm ha fatto sequestrare, sembra che il piccolo sia deceduto a causa di una infezione che non sarebbe stata diagnosticata dal medico dell’ospedale di Atri a cui la donna, sua paziente, si era rivolta e dal quale era stata inviata all’ospedale di Pescara. Ma sarà l’autopsia (eseguita dal medico legale Antonio Tombolini) a fare chiarezza sulle cause della morte. Per il momento il pm ha iscritto nel registro degli indagati il medico del “San Liberatore” con l’accusa di omicidio colposo: un atto dovuto in presenza di un accertamento irripetibile come l’autopsia che consente a tutti di poter nominare un proprio consulente per partecipare all’esame autoptico. Ma l’inchiesta, una volta ottenuti i risultati dell’autopsia, potrebbe prendere anche altre direzioni.

La denuncia è stata presentata qualche tempo fa dai genitori del piccolo (assistiti dall’avvocato Monia Terzilli) che ora chiedono di conoscere la verità sulla morte del loro primogenito. All’esame autoptico di ieri pomeriggio hanno preso parte anche i consulenti nominati dai genitori, dalla Asl e dal medico indagato.(d.p.)

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