Attacco dei lupi, montoni uccisi

7 Febbraio 2020

Campli, quattro capi azzannati. Il pastore: «Tanti ovili colpiti, siamo lasciati soli» 

CAMPLI. Un altro allevamento attaccato dei lupi, stavolta a Piancarani. Si tratta dell’allevamento di Pancrazio Di Pancrazio, che conta circa 600 ovini. «L’ovile è rimasto sguarnito da parte dei cani che hanno seguito un gruppo di pecore che era uscito», racconta l’allevatore, «e così i lupi hanno attaccato i montoni, facendo irruzione dell’ovile. Li hanno fatti uscire e ne hanno sgozzati quattro». Ogni montone ha un valore superiore ai 900 euro, il calcolo del danno è presto fatto.
«Era un branco di lupi avvistato il giorno prima da un signore che potava gli ulivi, ne erano quattro. Ora risultano disperse anche alcune pecore, vediamo se tornano», aggiunge il pastore, «Il problema è grave, i lupi hanno colpito tantissimi allevamenti. I lupi sono protetti, ma nessuno protegge noi da loro. Ci sentiamo calpestati e soli, oltre alla burocrazia che ci affoga. Lupi e cinghiali: di notte è una guerra continua. I nostri sono animali da reddito: il lupo fa parte della natura, ma la priorità ce l'ha l’uomo, poi viene il resto. La pazienza ha un limite: vorrei smettere con questo lavoro quando lo decido io, ma nei fatti ci stanno costringendo». Il rimborso, fa notare il pastore il cui allevamento non è nel Parco, è di competenza della Provincia. «Ma un collega mi ha detto che non ha ricevuto niente», osserva scettico Di Pancrazio, che ha le certificazioni della Asl sul fatto che si tratta di un attacco di lupi.
«Quei montoni sono di notevole valore in quanto iscritti al libro genealogico e resistenti allo scrapie, requisito richiesto dalle normative europee per il piano di eradicazione di tale malattia», spiega Filiberto Malatesta, veterinario aziendale, «le incursioni dei lupi aumentano in quanto questi seguono i cinghiali: l'80% della dieta dei lupi è costituita da cinghiali. Anche l'atteggiamento di predazione è cambiato per la presenza di ibridi: i lupi si sono ibridizzati con i cani, per cui l’atteggiamento verso l'uomo è meno sfuggente». (a.f.)