Attentato di Silvi, c’è il ricorso in appello

8 Ottobre 2019

Dopo la condanna a 13 anni per il tentato omicidio del direttore della Motorizzazione di Chieti

SILVI. Approda in appello la condanna a 13 anni per l’agguato a Nino Mario Presutti, il direttore dell’ufficio motorizzazione di Chieti residente a Silvi, che tre anni fa diventò il bersaglio di un attentato finito con un proiettile che solo per puro caso si conficcò nella carrozzeria della macchina che guidava. In primo grado il 43enne Doriano Mancinelli di Silvi (assistito dall’avvocato Gennaro Lettieri) è stato condannato a 13 anni perchè ritenuto l’esecutore materiale, ovvero l’uomo che esplose il colpo di pistola. Per l’accusa il mandante sarebbe stato Domenico Cricelli, il collaboratore di giustizia finito a processo e morto qualche giorno prima della sentenza a seguito di una malattia. I due hanno sempre respinto l’accusa. Il processo di primo grado non ha fatto chiarezza sul movente dell’attentato. Nelle motivazioni della sentenza i giudici (collegio presieduto da Sergio Umbriano, a latere Lorenzo Prudenzano (relatore) e Enrico Pompei), hanno scritto che «il mancato accertamento del movente non è un insuperabile ostacolo alla compiuta identificazione del Mancinelli quale autore dei fatti per cui si procede. Difatti il compendio indiziario nei confronti dell’imputato pare idoneo a collocarlo sul luogo dei fatti al di là del ragionevole dubbio, a prescindere dal movente che lo aveva determinato a commettere i fatti. In altri termini non ci si trova in presenza di un quadro probatorio incerto e contraddittorio, caratterizzato dall’esistenza di molteplici ipotesi ricostruttive alternative, bensì di un quadro assolutamente coerente e convergente verso un’unica prospettiva logicamente accettabile».(d.p.)
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