Aumentano i contributi per la ricostruzione privata

30 Aprile 2022

Il commissario Legnini firma l’ordinanza su prezzario e costi parametrici

TERAMO . C’è il via libera alle misure di contrasto al caro prezzi per la ricostruzione privata. Il commissario per il post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini ha firmato l’ordinanza che aggiorna prezzario e costi parametrici per gli interventi su abitazioni e immobili destinati ad attività produttive. Il provvedimento, che diventerà operativo dopo la validazione della Corte del conti, era stato presentato nell’ultima riunione della cabina di coordinamento istituzionale per la gestione dell’emergenza, incontrando qualche resistenza da parte dei rappresentanti della Regione Marche che avrebbero voluto incrementi più consistenti. Il nodo da sciogliere, in particolare, era su costi parametrici, la quota a metro quadro prevista che di fatto indica il contributo massimo erogabile per ciascun intervento. Alla fine l’intesa è stata trovata su parametri che fissano gli aumenti al 20% per le case e al 25% per le aziende.
LA NUOVA ORDINANZA
«Un pacchetto di misure straordinarie che risponde in modo adeguato alla grave sofferenza delle imprese», lo definisce Legnini, «conseguente al forte aumento dei prezzi, e torna a rendere competitiva la ricostruzione post sisma, riconoscendo un aumento del contributo pubblico, oltre che per il futuro, a tutti i lavori effettuati a partire da luglio 2021». Sì perché il provvedimento varato dal commissario, con l’avallo degli esponenti di enti e istituzioni che formano la cabina di coordinamento, ha un effetto retroattivo che incide non solo sugli interventi da avviare ma anche sui circa seimila cantieri aperti. I contributi, tra l’altro, saranno ulteriormente accresciuti per abitazioni uni e bifamiliari isolate del 25%, per quelle con danni gravissimi, e del 20% per le altre. In alcuni casi l’incremento possibile sfiora il 50%. Per gli immobili produttivi il nuovo costo parametrico viene maggiorato di un ulteriore 30% per gli edifici in cemento armato e del 40% se realizzati in acciaio. L’ordinanza, inoltre, istituisce un meccanismo di aggiornamento automatico dei costi parametrici, tramite un osservatorio che si riunirà ogni sei mesi. «Così garantiremo equità», spiega Legnini, «ma anche un costante adeguamento dei contributi in linea con l’andamento reale dei costi, anche in una fase di grande volatilità come l’attuale». Il prezzario e il costo parametrico aggiornati potranno essere applicati, oltre che alle nuove richieste di contributo, a quelle già presentate e non ancora approvate, ma anche a quelle precedentemente decretate, con trattamenti differenziati tra i decreti emanati prima del 31 dicembre 2020 e quelli dal 1° gennaio 2021, relativamente alle lavorazioni effettuate a partire da luglio.
il rischio scongiurato
«La ricostruzione post-sisma 2016, aveva registrato un notevole balzo avanti nel corso del 2021, nonostante le difficoltà attraversate negli ultimi due anni, legate alla pandemia», evidenzia il commissario, «negli ultimi mesi, purtroppo, a causa dell’esplosione dei prezzi dovuta alla diffusione del 110% e ora della guerra, che ha determinato gravissime difficoltà nel reperimento di materiali e imprese disponibili, si è determinato prima un rallentamento e poi un blocco di molti cantieri». Il rischio è stato di perdere di nuovo il terreno recuperato nell’ultimo periodo. «Nei primi quattro mesi dell’anno abbiamo pagato 315 milioni», ricorda Legnini, «quasi la metà dei 730 erogati in tutto il 2021, quando abbiamo segnato il record». Per il commissario, dunque, «ci sono tutte le condizioni per guardare con serenità al futuro, ma serve un rinnovato impegno di tutti gli attori, a partire dai professionisti e dalle imprese, ai quali mi permetto di rivolgere un appello a tornare a guardare con fiducia alla ricostruzione». Il commissario conclude con un monito: «Non possiamo più permetterci ritardi, i cittadini hanno atteso fin troppo».
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