Aumenti di stipendio in Comune: il tribunale dà ragione all’ente

7 Settembre 2022

Le progressioni orizzontali del 2018 erano state assegnate al 49% dei dipendenti aventi diritto Il giudice: «Nessuna condotta antisindacale». D’Alberto e Core: «Continueremo su questa linea»

TERAMO. Il giudice del lavoro del tribunale di Teramo ha dato ragione al Comune nella causa intentata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil sulle cosiddette progressioni economiche orizzontali, ovvero le attribuzioni di stipendi più alti ai dipendenti a parità di prestazioni lavorative. La causa riguardava le progressioni orizzontali del 2018: il Comune aveva deciso di assegnarle al 49% dei dipendenti aventi diritto, circa 50 persone, mentre i sindacati sostenevano che avrebbero dovuto essere assegnati tutti i 45mila euro messi in bilancio allo scopo, il che avrebbe permesso di allargare la platea dei beneficiari a 65 persone. L’ente di quella somma assegnerà circa 36mila euro per le progressioni e l’avanzo lo distribuirà tra il resto del personale.
Il tribunale nella sentenza ha escluso la condotta antisindacale del Comune «potendo l’ente determinare unilateralmente la quota di dipendenti cui attribuire la progressione economica orizzontale», scrive il giudice. Ieri il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore al personale Andrea Core hanno dichiarato: «Abbiamo sempre agito nel rispetto del quadro normativo e dei diritti dei lavoratori e attendevamo con serenità questo pronunciamento perché convinti dell’assoluta correttezza del nostro operato. A breve pagheremo le progressioni economiche orizzontali relative al 2018, rimaste bloccate in attesa di questa sentenza, e bandiremo quelle del 2019 confermando la medesima percentuale di dipendenti. Noi andiamo avanti, indipendentemente dal fatto che i sindacati, o forse un solo sindacato a questo punto (il riferimento è alla Uil, ndr), decidano di ricorrere in appello avverso questa sentenza. Per i rappresentanti sindacali dei lavoratori questa amministrazione nutre, da sempre, il massimo rispetto e con loro ha sempre lavorato per confrontarsi e trovare la soluzione migliore per i lavoratori, ma sempre nel pieno ossequio alla normativa. La definizione della percentuale di personale cui è attribuibile una progressione è una prerogativa autonoma e unilaterale dell'ente ma noi non ci siamo mai sottratti alle sollecitazioni dei sindacati tant'è che siamo arrivati al massimo della quota definibile. E così faremo ancora, perchè è un modus operandi di cui andiamo fieri».
Core ha espresso particolare soddisfazione personale per la sentenza «perché la mia storia politica non può essere accostata a un comportamento antinsidacale».(d.v.)
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