Aumenti imprevisti della Tari Il sindaco incolpa Pirocchi

Mastromauro accusa il dirigente: «Aveva assicurato diminuzioni per tutti, andrà via dalle finanze» L’opposizione minaccia esposti alla Corte dei conti e chiede nel dettaglio la spesa per i rifiuti
GIULIANOVA. «Pirocchi non gode più della mia fiducia, gli toglierò la delega alle finanze». Sono state queste le parole del sindaco Francesco Mastromauro per annunciare che, a cadere, sarà la testa del dirigente alle finanze Corinto Pirocchi, accusato, dal sindaco e dalla maggioranza, di non aver previsto gli aumenti che stanno arrivando nelle cartelle della Tari nelle case dei giuliesi.
«Quando ci fu la commissione a luglio», ha spiegato il sindaco, «a Pirocchi venne chiesto se con il regolamento Tari che si sarebbe andato ad approvare le bollette sarebbero scese per tutti i cittadini indistintamente. Lui rispose di sì, e invece, adesso, stanno arrivando bollettini che presentano o diminuzioni elevate o sostanziosi aumenti. Non mi posso più fidare, dunque gli toglierò la delega alle finanze». Mastromauro ha spiegato che, su 12mila utenze domestiche, i due terzi presentano appunto diminuzioni rilevanti, mentre un terzo rileva aumenti vistosi. «Era stato chiesto», ha precisato ancora il sindaco, «se il nuovo regolamento avrebbe assicurato una diminuzione lineare per tutti i cittadini. Simili incongruenze sono evidentemente il frutto di un errore alla fonte». Dopo l’annuncio, rivolto ai cittadini, di Mastromauro e dell’assessore al bilancio Katia Verdecchia, riguardo gli aumenti inusuali nelle prime rate (quando invece era stata assicurata una diminuzione, grazie al risparmio di 300mila euro con l’entrata in vigore dell’Ecotedi), anche ieri moltissimi giuliesi si sono recati all’ufficio tributi per farsi controllare gli importi.
«Stiamo ricontrollando una ad una le utenze», ha concluso Mastromauro, «se saranno riscontrati errori, i soldi saranno restituiti nella rata successiva». Le opposizioni, nel frattempo, non perdono tempo per attaccare l’amministrazione. Jwan Costantini di Forza Italia ha promesso di presentare un esposto alla Corte dei conti se non verranno date spiegazioni. «Nella delibera Tari del 27 luglio», ha spiegato Costantini, «viene riportato 1.220.000 euro, quasi un quarto della spesa totale, per costo d’uso del capitale. Visto che non è previsto dal regolamento ministeriale o l’amministrazione darà rapide spiegazioni in merito o partirà esposto alla corte dei conti».
Fabrizio Retko, di Linea Retta, invece, parlando di «dissesto finanziario e politico», ha presentato una interrogazione consiliare chiedendo quanto costa realmente il servizio di raccolta, come è stato calcolato l’importo dell’imposta di soggiorno (355mila euro) e quanto dovrebbe versare al Comune il nuovo gestore della Julia rete. Quest’ultima entrerà a far parte, a ottobre, dell’ambito territoriale teramano, ma Retko fa ha fatto notare che, nel bilancio di previsione 2015, è stato inserito un introito di un milione e mezzo (quando il Comune ha incassato 550mila euro l’anno dalla gestione della rete). «Valuteremo i costi effettivi del servizio di raccolta, onde verificare l’esistenza di un reale risparmio», ha fatto sapere Retko, «se riesce ad economizzare il consorzio balneatori Coba, perché altrettanto non può fare il Comune? Un accenno al “dissesto politico”: sono in atto fermenti scissionisti nella maggioranza. Voci di piazza riferiscono che, trascorsi due anni e mezzo dall’inizio mandato, il sindaco verrà mandato a casa. Facciano loro».
Margherita Totaro
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