Autismo, il giudice ordina «La Asl garantisca le cure»

15 Febbraio 2020

Il tribunale accoglie il ricorso dei genitori di un ragazzino di 12 anni Il presidente dell’associazione Verzulli: «Un’altra importante conquista»

TERAMO. Un nuovo pronunciamento del tribunale a sancire il diritto di cura a un ragazzino autistico. Senza attese, senza cavilli burocratici. Perché laddove le normative continuano a essere non applicate ai genitori non resta che il ricorso ai magistrati per vedere finalmente applicata nel quotidiano la legge 134 del 2015 che ha inserito l’autismo tra le patologie gravi. A Teramo, a distanza di pochi giorni dall’accoglimento di un altro ricorso, il giudice Giuseppe Marcheggiani ha ordinato alla Asl di «erogare gratuitamente, sino all'esito del giudizio di merito, la terapia riabilitativa con metodo Aba , da effettuarsi a cura del centro regionale di riferimento per l'autismo dell’Aquila, prioritariamente presso il domicilio del minore (secondo il programma riabilitativo stabilito e predisposto dal suddetto centro), con onere di spesa a carico del servizio sanitario nazionale». Anche questa volta il ricorso è stato presentato da Abruzzo Autismo e dai genitori del ragazzino da mesi, come spesso succede, in attesa di risposte mai arrivate. Soddisfatto il presidente dell’associazione Dario Verzulli che parla di un’altra conquista e sottolinea come il giudice richiami la valenza della prescrizione emessa dall'Uvm (unità di valutazione medica, ndr) e gli obblighi conseguenti circa l'erogazione dei servizi. «Spesso le famiglie, al momento della consegna del verbale di prescrizione che autorizza le attività riabilitative, non ricevono indicazioni adeguate», dice Verzulli, «e finiscono nel vagare tra le varie strutture nella speranza di trovare posto. Non è l'utente che deve conquistare l'accesso alle strutture, piuttosto è la Asl a dover verificare l'avvio delle prestazioni. Questo è ciò che indica la norma vigente e che il giudice sottolinea con chiarezza». (d.p.)
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