Auto finisce contro un albero e investe un pedone: due feriti

Sant’Egidio, una donna di Ancarano ha perso il controllo della sua Renault vicino al cimitero e ha travolto un giovane che camminava sul marciapiede. Sono entrambi gravi, ricoverati a Teramo
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Stava tranquillamente camminando sul marciapiede, nelle immediate vicinanze del cimitero di Sant’Egidio. Ieri poco prima delle 19 ancora non faceva buio e E.P., 30 anni, di Sant’Egidio, era a piedi in viale Abruzzi quando si è visto piombare addosso una macchina. L’impatto è stato violentissimo e il giovane è stato sbalzato addirittura in un campo adiacente.
In sostanza una Renault con alla guida D.D.G, donna di 32 anni di Ancarano, stava procedendo verso Sant’Egidio quando la conducente ha perso il controllo del mezzo. Non si sa se ha avuto un malore o è stata distratta da qualcosa, fatto sta che ha invaso l’altra corsia – dove per fortuna non arrivavano altre auto – e ha preso un primo albero di striscio, per poi schiantarsi contro il secondo. L’automobile a quel punto, mossa dalla forza dell’impatto è rimbalzata dalla parte opposta dove, sul marciapiede, stava camminando E.P.Il giovane uomo non ha potuto in alcun modo evitare l’impatto con l’automobile impazzita.
La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente. Sul posto la centrale del 118 ha inviato l’elisoccorso e l’ambulanza della Croce Bianca della Val Vibrata, a cui è andata in supporto una medicalizzata da Teramo. Sono anche arrivati i vigili del fuoco di Nereto e la Polstrada.
Il ragazzo investito è quello che ha riportato le lesioni più gravi, anche se è rimasto cosciente, ed è stato trasportato all’ospedale di Teramo in elicottero in codice rosso con un politrauma. In particolare aveva un trauma cranico e uno toraco-addominale. È stato portato in sala operatoria per l’asportazione della milza rotta e per un emitorace. La giovane, D.D.G., ha invece riportato un trauma cranico commotivo ed è stata portata sempre al Mazzini in codice rosso, ma in ambulanza. Per il momento si esclude l’intervento chirurgico.
(ha collaborato
Domenico Laurenzi)
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