Autodromo a Montorio, il 61% dice sì

I favorevoli all’opera vincono il referendum. Il sindaco: numeri indicativi, senza residenti all’estero ha votato il 47%
MONTORIO. L’autodromo del Gran Sasso si farà. Così ha deciso il 61,43% dei montoriesi (1.867 persone) che ha votato a favore della realizzazione del circuito in località San Mauro, frazione a tre km da Montorio. Il 38,57% (1.172) ha invece detto no. Sebbene il quorum del 50% più uno non sia stato raggiunto, poiché si sono recati alle urne il 40,82% degli aventi diritto (3.072 su 7.525 persone), nulla cambia per il sindaco di Montorio Gianni Di Centa, che ha dichiarato sin dall’inizio l’impegno di legare la propria decisione alla volontà della maggioranza dei votanti. «Se togliamo gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire)», ha dichiarato a caldo nella notte dello spoglio Di Centa, «abbiamo raggiunto il 47%. Per noi è un dato positivo, poiché i cittadini hanno potuto esprimere la propria idea. Prendiamo atto della scelta effettuata e andiamo avanti cercando di accelerare i tempi per la realizzazione dell’impianto. Nello stesso tempo tuteleremo gli abitanti di San Mauro e i cittadini che hanno votato per il no. Metteremo a disposizione dei cittadini la documentazione necessaria».
Una scelta, quella del referendum, bene accolta da qualcuno e criticata contemporaneamente da altri, perché costata alle casse comunali 10 mila euro. Una scelta «coraggiosa», come ha tenuto a sottolineare Carlo Toma, amministratore unico della società. «Ringraziamo il sindaco Gianni Di Centa», ha dichiarato Toma, «per aver dimostrato che la via della democrazia partecipata è uno strumento fondamentale per chi vuole ben amministrare una comunità. E desidero anche ringraziare tutti i cittadini di Montorio che hanno partecipato numerosi e convinti alla consultazione», ha proseguito l’amministratore unico, «d’ora in poi vogliamo colmare una nostra carenza informativa e far capire a quanti hanno votato no e a chi non è andato a votare che l’autodromo è un progetto valido per Montorio e per l’economia, che la sua realizzazione rappresenta un’occasione unica di rilancio. Oggi non ci sono vincitori e perdenti», ha concluso Toma, «ma c’è una grande opportunità per i giovani che hanno idee e progettualità». E Toma lancia l'idea di voler creare una serata aperta a tutti «per cercare di capire anche le ragioni di chi è contrario. Valuteremo sicuramente», ha concluso, «anche le cose che ci sono sfuggite».
E dal fronte del no Mario Colangeli del comitato "Anima Verde" ha annunciato di voler rendere permanente il comitato del no per «continuare a combattere a viso aperto, per difendere il nostro territorio. Non c'è pubblica utilità dell'opera con questa percentuale, visto che il risultato non è schiacciante. Il dissenso verso la realizzazione dell'opera», ha proseguito Colangeli, «grazie alla campagna referendaria si è allargato a macchia d'olio su tutto il territorio comunale. Basti pensare che il seggio in cui abbiamo preso più voti è stato quello del centro storico di Montorio (216 si contro 200 no). Ora 85 persone saranno interessate dagli espropri, ciò significa», ha concluso, «altrettante cause civili».
Catia Di Luigi
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