Automotive, un settore in crisi: «Marsilio dimentica Teramo»

I sindacati accusano: «Non c’è solo il Chietino, qui ci sono posti di lavoro sempre più a rischio» La Fiom Cgil e la Fim Cisl annunciano una manifestazione di protesta per i primi giorni di maggio
TERAMO. «Il presidente Marsilio si dimentica di Teramo. Siamo qui a ricordargli che quando si parla di automotive non esiste solo Chieti, ma anche la provincia teramana con i suoi 3.500 lavoratori e una situazione non serena»: così Fiom Cgil e Fim Cisl intervengono sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal presidente della Regione in occasione dell'incontro nella sede del Polo Innovazione Automotive a Santa Maria Imbaro e nel corso del quale sono stati illustrati i dati dell'indagine promossa dall’Osservatorio Automotive Abruzzo 2023.
Un appuntamento che aveva messo in luce la tenuta del comparto ai colpi del Covid e della guerra in Ucraina, ma anche il peso economico che il settore continua ad avere in Abruzzo. Da qui le dichiarazioni di Marco Marsilio che aveva parlato di un quadro positivo e di supporto concreto al settore da parte della Regione. Ma a Teramo qualcuno ha storto il naso, per usare un eufemismo: Cgil e Cisl hanno convocato una conferenza stampa per far presente al governatore la complessità del comparto e ribadire soprattutto come questo, in provincia di Teramo, stia vivendo da mesi una situazione preoccupante. Ci sono produzioni delocalizzate e posti di lavoro a rischio. I sindacati, inoltre, hanno invitato Marsilio a non dimenticare Teramo che seppur non conta i numeri elevati del Chietino è strettamente connessa alle produzioni di quel territorio. Natascia Innamorati della Fiom Cgil e Marco Boccanera della Fim Cisl, hanno inoltre annunciato una manifestazione nei primi giorni di maggio: la marcia della valle del tubo, così l'hanno battezzata, a ribadire la peculiarità di un territorio dove l'automotive è ben intriso nel tessuto economico e sociale. «Marsilio aveva parlato di “avvoltoi e allarmisti” facendo riferimento ai sindacati che denunciano da tempo le criticità del settore», ha detto Innamorati, «parole che oltre a denotare una poca conoscenza del settore, rappresentano anche uno sgarbo verso le organizzazioni. Noi da tempo solleviamo la questione automotive perché i numeri ci dicono che non si può essere ottimisti: non ci sono aziende che fanno investimenti in Italia, il Pil del settore scende, l'export anche, e continuano ad esserci dubbi sul futuro dell'auto. A Marsilio ricordiamo solo il caso Purem di Villa Zaccheo, azienda che ha deciso di delocalizzare un progetto di produzione all'estero». Duro anche Boccanera, che sottolinea come nella Val di Sangro si sia riusciti a fare quadrato sul settore, mentre su Teramo no: l'appello è anche a Confindustria affinché intervenga in modo incisivo sulla tematica teramana.
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