Autoporto, il sindaco accelera: «La Regione ci affidi la gestione»

6 Maggio 2022

La richiesta presentata al commissario per avviare uno sviluppo industriale dei nove ettari Nugnes: «Dobbiamo lavorare a un piano attuativo particolareggiato della zona artigianale» 

ROSETO. «L'obiettivo è avere la gestione dell'autoporto per riqualificarlo e svilupparlo in ottica industriale. Stiamo continuando le interlocuzioni con i vertici regionali». A dirlo è il sindaco Mario Nugnes, consapevole dell'importanza di uno spazio che da oltre 20 anni, per buona parte, è nel degrado. C'è l'area artigianale sulla parte ovest, l'unica attiva, dove alcune aziende operano da anni. «La riunione di alcuni giorni fa con il commissario Mauro Miccio, organizzata dalla presidente Antonella Ballone alla Camera di commercio dell'Aquila, ha aperto certo belle prospettive ma bisogna lavorarci», continua Nugnes, «inoltre, come detto in campagna elettorale. dobbiamo presto lavorare ad un piano attuativo particolareggiato della zona artigianale/industriale restante».
Nella precedente amministrazione guidata da Sabatino Di Girolamo diverse aziende, tra le quali “Giaro componenti srl”, “Italtrasporti” e “Ambiente 2000”, hanno espresso l’intenzione di voler insediare le loro attività all’interno dei 9 ettari dell’autoporto, che si trova vicino all’uscita del casello autostradale A14, ma attualmente la zona risulta ancora agricola e la Regione Abruzzo, con una legge regionale, dovrebbe riconvertirla a zona produttiva.
C’è inoltre il discorso dei contenziosi tra il Comune di Roseto e le aziende già insediate in parte della zona dell’autoporto. Nel 2005, infatti, il Comune concesse dei lotti ad alcuni imprenditori per far insediare le loro attività, e gli imprenditori pagarono una somma all’ente che però, pochi anni più tardi, è risultata al di sotto del reale costo dell’esproprio. Il Comune così ha dovuto pagare sei milioni, riconoscendo un debito fuori bilancio, per l’esproprio ai proprietari dei terreni, Garzia Civico Petrilli e Pasquale Boccabella, e per il pareggio di bilancio è stato costretto a rivalersi suigli imprenditori. In questi anni, grazie ai soldi ancora non versati, i vari imprenditori hanno dato lavoro a diverse persone. Su questo l’attuale amministrazione sta cercando di trovare una soluzione bonaria per risolvere definitivamente la questione.
Nell’autoporto, inoltre, c’è anche il centro di raccolta per i rifiuti ingombranti che, nonostante i lavori di messa a norma (era stato sequestrato cinque anni fa dalla guardia di finanza per recinzioni e fondo non a norma), ancora è chiuso, e davanti persiste una discarica a cielo aperto con gomme di auto e camion, e mobili vecchi. L’amministrazione comunque, tre mesi fa, ha annunciato la presentazione di un progetto per realizzare un polo tecnologico per la gestione dei rifiuti all’autoporto, da finanziare con i fondi del Pnrr.
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