Autoporto in abbandono Ora si spera nella Zes

Di Girolamo: «Le aziende hanno bisogno di capitalizzare e vorrebbero acquistare le aree. Ma per questioni tecniche sembra che la Regione possa solo affittarle»
ROSETO. Da un lato alcune piccole aziende, dall’altro una distesa di terreni in abbandono. È la situazione dell’autoporto di Roseto, a ridosso dell’uscita dell’A14, collaudato nel 2002 ma mai entrato in funzione. Da due anni, ormai, il sindaco Sabatino Di Girolamo parla di aziende che vorrebbero insediarsi nell’area, di ben 9 ettari, ma allo stato attuale nulla è cambiato e la situazione rischia di restare così per diversi anni. La Regione Abruzzo, infatti, propone una locazione per 30 anni, aspetto che secondo Di Girolamo farebbe desistere le aziende dall’insediarsi nell’autoporto. «Le aziende hanno bisogno di capitalizzare», sottolinea il sindaco, «e vorrebbero comprare quelle aree. Pare però che, per motivi tecnici, la Regione non possa mettere in vendita quei terreni ma solo darli in affitto. Temo dunque un ripensamento delle aziende, anche se qualcuna di esse, nonostante sia passato diverso tempo, ha ancora intenzione di insediarsi, per esempio l’Italtrasporti».
Da poco tempo è stata data attuazione alla legge regionale che prevede il cambio di destinazione d’uso per l’autoporto da agricolo a industriale. L’altro atto concreto relativo alla struttura, finora, è rappresentato dall’approvazione, l’8 febbraio scorso, da parte della precedente giunta regionale, della proposta di piano di sviluppo strategico Zes della regione Abruzzo. A beneficiarne, oltre ai nove ettari dell’autoporto, saranno anche i ventuno delle zone limitrofe già urbanizzate con le nuove aziende che si insedieranno, e anche quelle già esistenti, che potranno avere diverse agevolazioni. Nelle zone economiche speciali, infatti, le imprese, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale, possono usufruire di alcune agevolazioni come un credito d’imposta nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie. Resta ora da vedere se le aziende accetteranno o meno la proposta regionale sull’affitto di quei terreni.
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