Avviati i concorsi per tre primari all’ospedale di Atri

26 Ottobre 2017

La Asl sta per indire le prove per chirurgia e medicina Per ortopedia è prossima la pubblicazione del bando

ATRI. Avviato l’iter per la scelta dei direttori dei reparti di ortopedia, medicina e chirurgia del San Liberatore. La Asl in questi giorni sta procedendo con la verifica dell’ammissibilità dei candidati.
«Per ciò che riguarda chirurgia e medicina», spiega pil direttore sanitario Maria Mattucci, «abbiamo già il nulla osta a procedere, mentre stiamo inserendo il primariato di ortopedia nel piano assunzioni 2017». L’arrivo delle nuove figure è previsto a primavera, appena si concluderà il relativo concorso.
«L’obiettivo», aggiunge il consigliere regionale Luciano Monticelli, «è quello di assicurare all’ospedale San Liberatore dei profili che possano garantire presenza e grande professionalità per il rilancio e il mantenimento di questa struttura».
Dello stesso avviso anche Mattucci, che paragona la ripresa del San Liberatore a «un treno che procede più che spedito. Sono molto soddisfatta dei risultati che stiamo mettendo a segno e sono più che convinta che il 2018 sarà un anno importante per questo ospedale».
Monticelli ricorda che La nomina di tre nuovi primari si aggiunge ad altre importanti novità. «E’ di qualche settimana fa», ricorda Monticelli, «la nomina del dottor Carmelo Barbera alla guida dell’unità operativa semplice di ecoendoscopia: una struttura ex novo, che vanta una metodica ibrida poco presente in Italia e che, attivata nel San Liberatore di Atri, consentirà all’ospedale di divenire una punta di diamante per ciò che concerne la stadiazione di tutti i tumori dell’apparato digerente».
Il consigliere regionale ricorda anche l’ingresso di nuovi medici negli staff di pediatria, oculistica e urologia e la nascita dell’unità operativa semplice dipartimentale di urologia e andrologia. «Il San Liberatore», conclude, «è protagonista di un grande lavoro di potenziamento di un ospedale che già oggi si caratterizza per essere uno dei più importanti in provincia. Per questo è doveroso ringraziare i vertici della Asl di Teramo, che hanno permesso che tale volontà divenisse realtà. La speranza è che il presidio atriano cessi di essere strumento nelle mani di chi critica per trasformarsi in esempio da seguire di una sanità attenta al territorio e alla salute dei cittadini».
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