Azione: «È solo fumo negli occhi, qui per i turisti c’è il deserto»

TERAMO. Tiene banco il tema cultura in città. L'estate ormai agli sgoccioli non si è distinta per grandi e numerose iniziative in tal senso e c'è chi, proprio nell’ottica di un bilancio di fine...
TERAMO. Tiene banco il tema cultura in città. L'estate ormai agli sgoccioli non si è distinta per grandi e numerose iniziative in tal senso e c'è chi, proprio nell’ottica di un bilancio di fine stagione, lo fa notare. Ieri sul Centro era stata la consigliera di opposizione Maria Cristina Marroni a parlare di «desertificazione culturale», lanciando anche due proposte all'amministrazione tese al rilancio del settore tramite sistemi di welfare culturale. Oggi è il consigliere del gruppo misto e dirigente provinciale di Azione, Alessio D'Egidio, a rincarare la dose commentando aspramente le scelte fatte e non fatte dal Comune per la promozione della città.
«L’amministrazione chiude la stagione estiva con quello che sembra essere un goffo gioco di prestigio in cui si cerca di mascherare l’insoddisfacente gestione dei movimenti culturali della città. Si sperava forse di soffiare un pugno di fumo negli occhi dei cittadini, e che tanto bastasse a nascondere la progressiva desertificazione turistica che li circonda. Antitesi delle illusioni è però l’analisi lucida della realtà dei fatti, un contesto spesso difficile da rintracciare nelle recenti notizie celebrative»: così esordisce il consigliere, che si riferisce – e precisa di averla accolto di buon grado – all'iniziativa di mercoledì pomeriggio relativa all'apertura straordinaria, alla quale ne seguirà una seconda il 13 settembre, del Mosaico del Leone (vedi altro articolo in pagina), ma a suo avviso «l'aggettivo "straordinario" suona quanto meno ironico: due soli giorni di apertura, a stagione ormai terminata, con un orario ristretto dalle 16 alle 20 e con soli due giorni di preavviso. Una finestra temporale che attrarrà forse pochi curiosi locali, essendo tanto ridotta quanto la possibilità che un visitatore settembrino si trovi nei paraggi nello scarno frangente».
Per D'Egidio tutto rimanda a una mancanza di visione strategica dell’amministrazione comunale a favore di «un'azione di facciata volta più a placare le coscienze che a portare risultati concreti» e secondo lui anche i dati dello Iat (l’ufficio di informazione e accoglienza turistica) relativi agli accessi registrati fra luglio e agosto non possono spingere a essere ottimisti. «Possiamo davvero essere soddisfatti di aver informato 1.520 turisti su di una città che, in termini di attrattive culturali, vede tutto pressoché chiuso? E ben venga la proposta di un tour virtuale, ma rischia di diventare a dir poco disincentivante quando rappresenta l'unica opzione per chi ha viaggiato con l'intento di visitare la città di persona, salvo poi scoprire che i suoi spazi culturali sono inaccessibili a causa di interminabili lavori di riqualificazione. L’unica consolazione rimasta è una visita – reale – alle chiese cittadine, che però non sono di proprietà comunale», incalza il consigliere del gruppo misto, che parla di assenza di strategia e di specchietto per le allodole, accusando l'amministrazione di mancanza di rispetto per i teramani, che «passeggiando per il centro vedono con i loro occhi il vuoto che li circonda» ma anche «per i nostri luoghi, chiusi con una chiave gettata poi nel pozzo dell’indifferenza; e per la nostra storia che quest’anno ha mancato 1.520 occasioni di essere raccontata e vissuta da occhi stranieri», conclude il consigliere. (v.m.)
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