Baby gang, processo sospeso: i bulli in carico ai servizi sociali

26 Marzo 2024

Gli avvocati presentano al tribunale per i minorenni la richiesta dell’istituto della messa alla prova  In due sono accusati di aver minacciato e rapinato alcuni coetanei anche con l’uso di un coltello 

TERAMO. L’istituto della messa alla prova rappresenta uno dei capisaldi della giustizia minorile il cui obiettivo prioritario resta quello della rieducazione del minorenne accusato di reati. L’istituto prevede la sospensione del processo con l’affidamento del minore ai servizi sociali per lo svolgimento di attività di natura sociale.
Ed è proprio l’applicazione di questa misura che hanno chiesto gli avvocati Federica Benguardato e Eugenio Galassi, difensori dei due ragazzini teramani arrestati nel dicembre scorso con l’accusa di rapina ed estorsioni ad alcuni coetanei, rimasti per oltre un mese in detenzione domiciliare nell’istituto penitenziario di Benevento e scarcerati a gennaio con obblighi ben precisi tra cui il divieto di usare i social. Perché nel tempo in cui troppo spesso il connubio social-bullismo diventa materia da codice penale con vittime sempre più giovani, è evidente che anche gli strumenti giuridici vengano applicati a tutela di tutti. Soprattutto laddove ci sono minorenni coinvolti. E questo proprio nell’attuazione di quella giustizia minorile che mira soprattutto e principalmente al principio rieducativo della pena. La richiesta è stata presentata la tribunale che dovrà dare la sua risposta e stabilire che tipo di attività sociale predisporre. I due teramani di 15 e 16 anni sono accusati di rapina ed estorsioni ad alcuni coetanei. Fatti che sarebbero avvenuti nel centro storico del capoluogo. In particolare il quindicenne è accusato di aver commesso due rapine nei confronti di altrettanti minorenni, una il 10 ottobre e l’altra il 12 settembre. Il sedicenne invece è accusato di aver commesso, in concorso con l’altro arrestato, la rapina avvenuta il 12 settembre. Secondo la versione fornita dalle forze dell’ordine (polizia e carabinieri) che hanno portato avanti l’attività di indagine, nel primo episodio è emerso che il quindicenne in centro storico ha avvicinato un coetaneo e, minacciandolo con un coltello, lo avrebbe costretto a consegnargli una piccola somma di denaro. Nel secondo episodio avrebbero avvicinato dei minorenni in piazza Orsini e, dopo averli minacciati e schiaffeggiati, si sarebbero fatti consegnare 10 euro da uno dei due. (d.p.)
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