Baby prostitute sulla Bonifica: pesanti condanne agli sfruttatori

Pene da sei a otto anni per i tre romeni bloccati dai carabinieri con ragazze dell’Est minorenni Per l’accusa gestivano il racket della Val Vibrata, le giovani vittime testimoni al processo
TERAMO. Vent’anni di carcere in tre per sfruttamento della prostituzione di una ragazzina di 16 anni: è questa la pena complessiva messa insieme dai tre romeni che ieri mattina sono stati condannati in primo grado al termine del processo che si è svolto in Corte d’assise.
I giudici (togati e popolari) hanno condannato ad 8 anni Florin Heves, 38 anni, a sei anni Ioan Adrian Precup, 29 anni, e a sei anni Daniel Subtirel, 20 anni. Tutti e tre sono stati assolti dal reato di riduzione in stato di schiavitù.
I tre vennero arrestati nel luglio 2013 con l’accusa di gestire un traffico di prostitute minorenni sulla Bonifica: e proprio sulla Bonifica erano stati bloccati qualche settimana prima mentre giravano su un vecchio furgone con una bambina di 4 anni (figlia di una prostituta del giro) dopo aver picchiato a sangue un cittadino tunisino perchè, secondo loro, avrebbe sottopagato una delle ragazze.
Lo squallido sfruttamento era venuto a galla proprio dopo che la gang si era resa responsabile del pestaggio di un tunisino 28enne colpevole, secondo loro, di aver sottopagato una prestazione della giovane lucciola e di averla disturbata oltremisura.
L’extracomunitario venne braccato e ferito dalla banda il giorno dopo aver consumato il rapporto sessuale con la ragazzina . Gli esecutori materiali di quel pestaggio furono poi rintracciati e fermati a bordo di un furgone (sul quale viaggiava anche la bambina) dai carabinieri che li arrestarono. Le indagini sono poi proseguite portando a scoprire un giro di prostituzione controllato dai tre. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri sembra controllassero alcune prostitute tra cui, appunto, la 16enne.
Il trio, per l’accusa, era arrivato anche a picchiare alcune “concorrenti” perché lasciassero libero il tratto di strada alla loro protetta. Che venne subito affidata a strutture idonee. Indagini scattarono anche per quella bambina trovata nel furgone e figlia di una prostituta.
Del caso si è occupato il tribunale dei minori. La spedizione punitiva dei tre romeni aveva dunque permesso di mettere le mani su un caso di prostituzione minorile che dopo un passaggio alla procura teramana era approdato, per competenza, sul tavolo della procura distrettuale antimafia (le richieste di condanna in udienza sono state formulate da David Mancini, pm della distrettuale antimafia titolare del fascicolo).
Nel corso delle indagini i carabinieri hanno ricostruito la vicenda passaggio dopo passaggio e in aula si sono susseguiti decine di testimoni. Tra queste anche molte delle ragazze che venivano sfruttate sulla Bonifica dalla banda dei romeni.(d.p.)
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