Baciava un’allieva minorenne: patteggia prof di religione

11 Novembre 2015

Concordata una pena di due anni. Il fatto è avvenuto in una scuola media dell’entroterra teramano

TERAMO. Un professore di religione di 35 anni, attualmente residente nel Nord Italia, ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione per l’accusa di violenza sessuale: l’uomo, comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Giovanni de Rensis, era stato sorpreso mentre baciava un’allieva di 13 anni con la quale avrebbe avuto una relazione sentimentale durata almeno un paio di anni. La vicenda aveva avuto origine tra i banchi di una scuola media dell’entroterra teramano, con la denuncia partita dalla mamma della giovane studentessa. Insospettita da alcuni strani atteggiamenti dell’adolescente e da alcuni sms scoperti sul cellulare della ragazza, la donna ne aveva chiesto conto alla figlia. Rassicurata dalla risposta della giovane, che sosteneva si trattasse solo di un’amicizia, la madre non aveva più dato molto peso a quei messaggi fino a quando alcune frasi lette sul diario della ragazza non avevano lasciato più spazio a dubbi sull'identità del destinatario del sentimento amoroso dichiarato dall’adolescente.

Tanto che la donna aveva deciso di affrontare direttamente il docente che però aveva negato ogni relazione affettiva con l’allieva. Una bugia venuta a galla solo qualche mese dopo quando la nonna della ragazzina, che aveva ormai già superato gli esami di terza media, li ha sorpresi mentre si baciavano. A quel punto è arrivata la denuncia nei confronti dell’uomo, finita prima sul tavolo dei carabinieri e poi su quello del pm Bruno Auriemma che aveva chiesto e ottenuto l’applicazione di misure interdittive nei confronti dell’insegnante. Nel corso delle indagini gli investigatori avevano perquisito l’abitazione del prof di religione e sequestrato il suo computer. Nel corso della stessa perquisizione erano anche stati sequestrati disegni e lettere con frasi d’amore riconducibili ad altre minorenni sue allieve nella scuola media.

Terminata la fase delle indagini e formulata la richiesta di rinvio a giudizio, il docente di religione ha chiesto al pubblico ministero di patteggiare una pena di due anni di reclusione, richiesta accordata dal giudice. Gli atti del procedimento penale sono stati inviati anche alle curie competenti –sono quelle di Teramo Pescara e Milano – per i provvedimenti inerenti l’attività di insegnamento. (red.te.)

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