Bagni vietati al pontile «Si rischia di annegare»

3 Luglio 2018

L’ordinanza scaturisce dalle tragedie degli ultimi anni in quel tratto di mare Partito il servizio di salvamento sulle spiagge libere, pagano anche i balneatori

ROSETO. “Divieto di balneazione per la presenza di forti correnti marine che mettono a rischio la vita umana in mare”. Così è riportato su due cartelli affissi a nord e a sud del pontile di Roseto che, secondo una recente ordinanza della capitaneria di porto di Giulianova, interdicono di fatto la balneazione per dieci metri a sud e dieci metri a nord del pontile. Una cartellonistica insolita per le nostre coste ma necessaria in quel tratto, dopo i gravi fatti avvenuti negli ultimi due anni: il tragico annegamento di un anno fa del piccolo Elidion Bufi, il bambino albanese di cinque anni e il rinvenimento, due anni fa, del corpo di un sub romano. Dice il consigliere di maggioranza Marco Angelini: «È giusto che ci sia il divieto. Spesso, in condizioni di mare mosso o anche leggermente mosso, si creano dei mulinelli nell’acqua che ti inghiottiscono. È uno dei tratti più pericolosi di tutta la costa teramana».
Nell’articolo 4 dell’ordinanza si fa riferimento anche alla situazione di degrado del pontile, con l’autorità marina «esente da qualsiasi responsabilità per eventuali danni che potessero derivare a persone o cose». Anche nell’articolo 1 si specifica che «fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, all’interno dello specchio acqueo marittimo nei pressi del pontile è vietato, oltre la pratica della balneazione, anche navigare, ancorare e sostare con qualunque unità sia da diporto che a uso professionale, effettuare attività di immersione, svolgere attività di pesca di qualunque natura e svolgere qualsiasi ulteriore attività connessa agli usi del mare».
Intanto domenica è partito il servizio di salvataggio, tutti i giorni fino al 2 settembre, per quanto riguarda i tratti di spiaggia libera compresi tra il pontile e il lido 38, in corrispondenza dell’hotel Mion, grazie ai fondi messi a disposizione dal Comune (30 mila euro) e la collaborazione di alcuni balneatori che hanno provveduto alla sorveglianza per alcuni tratti liberi, confinanti con le loro concessioni, privi del servizio di salvataggio. «Questa misura si è resa necessaria in seguito alle richieste della capitaneria di porto di Pescara», precisa il sindaco Sabatino Di Girolamo, «che sollecitava i Comuni a impegnarsi, per quanto possibile in base alle risorse a disposizione, per garantire il servizio di salvataggio sui tratti di spiaggia libera». Nella riserva del Borsacchio invece, essendo un ampio tratto di circa tre chilometri, il Comune di Roseto, non avendo ulteriori risorse a disposizione per garantire il servizio di salvataggio, ha potuto apporre la semplice cartellonistica con su scritto “balneazione non sicura per mancanza di servizio di salvataggio”, evitando tutte le polemiche dello scorso anno quando, nella riserva, furono apposti i divieti di balneazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA