Bambino di otto anni ferito da un masso

16 Gennaio 2023

L’incidente durante un’escursione sul sentiero del Fondo della Salsa: il piccolo portato in ospedale per la frattura della tibia

CASTELLI. Una escursione in montagna che ha rischiato di trasformarsi in un incubo per una famiglia. Perché tanta è stata la paura quando un sasso ha colpito un bambino di 8 anni schiacciandogli una gamba. Fortunatamente per il piccolo solo una frattura della tibia ma lo spavento accompagnerà per sempre i familiari che erano con lui.
L’episodio è successo nella tarda mattinata di ieri nel territorio comunale di Castelli, sul sentiero chiamato Fondo della Salsa, ai piedi della parete nord del Monte Camicia, luogo molto amato dagli escursionisti, non solo abruzzesi, che lo percorrono soprattutto nel periodo estivo per ammirare il paesaggio e la parete rocciosa che si apre davanti.
Secondo una prima ricostruzione fatta dai soccorritori poco dopo le 13 il piccolo, mentre si trovava con i familiari sul sentiero di fondovalle, è stato improvvisamente colpito da un sasso.
Tra le ipotesi fatte dai soccorritori c’è quella che il piccolo fosse seduto su un grosso masso che da un momento all’altro si è spostato rotolando addosso al bambino che è caduto dopo essere stato colpito.
I familiari hanno subito chiesto aiuto chiamando il 118 e in poco tempo dall’Aquila si è alzato in volo l’elicottero del 118 con gli operatori che in poco tempo hanno raggiunto il posto.
Il piccolo è stato stabilizzato e portato all’ospedale Mazzini di Teramo dove i medici gli hanno riscontrato una frattura della tibia.
La parete nord del monte Camicia è una bastionata rocciosa alta più di 1200 metri. La base di questa parete è chiamata Fondo della Salsa. In questa fetta di territorio con alcuni dei panorami più suggestivi dell’ Appennino centrale si raccolgono le acque che precipitano dalla parete e che formano delle cascate. Secondo gli esperti il periodo compreso tra fine primavera e inizio estate è quello migliore per fare questa escursione.
Fino a poco tempo nella zona fa esisteva anche un nevaio perenne alimentato dalle numerose e grosse valanghe che precipitavano dalla parete. Poteva raggiungere molte decine di metri anche in piena stagione ma ormai da tempo è completamente scomparso. (d.p.)
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