Bancarotta, indagato Iannascoli L’accusa: «Sottratti 16 milioni»

30 Maggio 2024

Per la Procura l’imprenditore ha distratto soldi dalle cooperative amministrate per sponsor calcistici Si tratta del mangimificio Sagem e della società Dasco collegata, dichiarate fallite nel 2021 e nel 2022

TERAMO. L’accusa della Procura, che è tutta da dimostrare, è pesante: aver sottratto negli anni 16 milioni di euro dalle due società cooperative di cui era presidente del Cda e amministratore delegato attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e di aver usato quei soldi per sponsorizzazioni di società calcistiche «del tutto inconferenti con l’attività aziendale», si legge a questo proposito negli atti giudiziari, «atteso lo scopo mutualistico delle cooperative».
Danilo Iannascoli, 63 anni, conosciutissimo imprenditore negli anni scorsi presidente del Pescara calcio a 5 (società che ha militato in serie A) ed ex dirigente del Pescara calcio, è indagato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e operazioni dolose causative del fallimento, dichiarazione infedele mediante fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Il pm Silvia Scamurra nei giorni scorsi ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini al termine di una complessa e certosina indagine delegata al nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza diretto dal tenente Aniello Iovino. Le due società amministrate da Iannascoli sono state dichiarate fallite nel 2021 e nel 2022: si tratta della Sagem e della Dasco, entrambe operanti nella produzione e commercializzazioni di sementi e mangimi. In particolare la seconda interamente partecipata da Sagem, storico mangimificio di Roseto che ha occupato centinaia di persone. Così si legge nell’avviso di conclusione in relazione a Iannascoli per la Sagem: «Dissipava ingenti risorse finanziarie della società sin dall’anno 2012 e, comunque, le distraeva per finalità estranee all’oggetto sociale, nonostante lo stato di tensione finanziaria progressivamente registratosi nel corso degli anni 2015-2016 e l’insolvenza conclamatasi durante l’esercizio 2017 al termine del quale la società registrava una perdita di 2.269.860 euro), concorrendo altresì con siffatte operazioni dolose a cagionare il dissesto della società». Secondo la Procura, si legge sempre negli atti, «utilizzava sistematicamente risorse della Sagem nel periodo 2012-2018 per promuovere e finanziare l’attività di associazioni sportive presiedute personalmente o dai propri familiari o comunque a lui riferibili (Asd Pescara, Apd Pescara, Ads Real Pescara, Delfino Pescara 1936) sia in modo diretto (attraverso contratti di sponsorizzazione di importi milionari stipulati negli anni 2013-2018 anche in favore di squadre giovanili nonché attraverso elargizioni sine titulo in favore delle predette associazioni ) sia indirettamente». Operazioni che per la Procura sono risultate «del tutto inconferenti con l’oggetto sociale (stante lo scopo mutualistico) di importi assolutamente sproporzionati rispetto all’entità delle prestazioni rese dalle associazioni sportive in favore della fallita al punto da esporre la società alle azioni recuperatorie dell’Agenzia delle Entrate a fronte della contestazione di emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti con conseguente aggravio del dissesto e comunque realizzate anche in periodi di drastica riduzione del fatturato e significativa tensione finanziaria». Nell’inchiesta sono indagati anche Fabrizio Iannascoli, fratello di Danilo, nella sua veste di presidente di alcune società sportive (Asd Pescara e Apd Pescara) e Pio Gizzi, costruttore pescarese: a loro la Procura contesta l’ipotesi di reato di emissione di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. In particolare la Procura contesta a Danilo Iannascoli di aver distratto «risorse finanziarie a favore della Gizzi costruzioni sottoscrivendo, nel periodo 2014-2017, una serie di contratti di appalto a corpo per corrispettivi di gran lunga esorbitanti dalle previsioni di prezziari regionali e comunque dai prezzi di mercato per lavori di ristrutturazione delle palazzine Sagem e Dasco risultati di valore nettamente inferiore a quanto concretamente corrisposto».
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