Bancomat esplosi, a Foggia si costituisce il decimo indagato
TERAMO. Ulteriore tassello nell’operazione “Hot banks”. L’altroieri sera si è costituito nella casa circondariale di Foggia Leonardo Ferrara, destinatario della misura cautelare in carcere e resosi...
TERAMO. Ulteriore tassello nell’operazione “Hot banks”. L’altroieri sera si è costituito nella casa circondariale di Foggia Leonardo Ferrara, destinatario della misura cautelare in carcere e resosi irreperibile alla cattura la notte del 7 maggio nella sua abitazione al centro di Foggia. Si tratta di un’ordinanza firmate dal gip Roberto Veneziano che, accogliendo la richiesta del pm Davide Rosati, ha sgominato l’organizzazione criminale che faceva saltare in aria i bancomat nel Teramano, nell’Ascolano e in Toscana.
Esperti nel maneggiare esplosivi, super veloci nell’arraffare i soldi e nella fuga, spesso facilitata dai chiodi lanciati in strada per fermare gli inseguitori. E’ un identikit da professionisti del crimine in trasferta quello che emerge dalla voluminosa ordinanza di custodia cautelare che porta in carcere nove dei dieci uomini accusati di aver fatto esplodere bancomat su bancomat. Sono tutti di Cerignola con due foggiani residenti a Tortoreto che avrebbero avuto il ruolo di basisti locali. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata ai furti, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento. Dopo le dieci ordinanze di custodia cautelare le indagini proseguono anche e soprattutto per individuare possibile altri colpi messi a segno dalla banda che, sostengono i carabinieri, era pronta a colpire in tutto il centro sud con puntate anche al nord.

