Bancomat esploso Resta in carcere il 30enne fermato

L’uomo davanti al giudice non ha risposto alle domande Continuano le indagini per trovare il resto della banda
PINETO. Resta in carcere il trentenne foggiano arrestato per il bancomat fatto esplodere qualche giorno fa alle Poste di Scerne di Pineto. Così ha deciso il gip Roberto Veneziano al termine dell’udienza di convalida che si è tenuta in collegamento da remoto dal carcere di Avezzano dove l’uomo è rinchiuso. Nel corso dell’udienza l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al trentenne la Procura ha contestato anche l’accusa di attentato agli impianti di pubblica utilità (in questo caso le Poste). L’uomo, in coincidenza dei fatti, è stato bloccato dalla polizia su una macchina che non è risultata rubata. All’interno un coltello e un pezzo di miccia. Dello stesso tipo di quella trovata sul posto dell’esplosione. Gli investigatori delegati alle indagini dal pm Enrica Medori sono certi che abbia avuto un ruolo. E forse non solo quello del “palo”. Intanto continuano le indagini per identificare gli altri tre scappati a bordo di un’ Alfa Romeo risultata rubata qualche ora prima a Pineto e in fuga con il bottino. La macchina è stata ritrovata a poca distanza.
Gli agenti del commissariato di Atri (diretto da Ester Fratello) stanno visionando le immagini di vari sistemi di video sorveglianza. Non solo quello dell’ufficio postale, ma anche molti altri. E non solo. Ormai da giorni stanno raccogliendo le testimonianze di residenti della zona nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. L’allarme è scattato nella notte quando un boato ha svegliato i residenti di via Belvedere. L’esplosione ha mandato in frantumi i vetri delle poste, ha divelto le serrande e danneggiato i mobili dell’ ufficio. E non solo. Ha provocato anche il distacco di alcune parti del soffitto. La tecnica usata per far saltare lo sportello è quella ormai consueta della carica di acetilene che squarcia il bancomat. Nei fotogrammi catturati dal sistema di videosorveglianza si intravedono i tre che arrivano su una macchina di grossa cilindrata e, tutti con il volto coperto, si muovono rispettando un copione che molto probabilmente è stato già recitato altre volte.
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