Banda dell’hascisc, scattano i divieti urbani

Il questore vieta locali pubblici e zone limitrofe a 6 indagati, avvisi orali per altri 6 finiti nell’inchiesta
TERAMO. Per garantire sicurezza, reale e percepita, l’attività di prevenzione e contrasto diventa prioritaria. In questo contesto si inseriscono le misure che negli ultimi anni sono state introdotte, a cominciare dai cosiddetti Daspo urbano, i Dacur. Prevenzione essenziale quando si parla di spaccio e di giovanissimi. E nei giorni in cui la vicenda del 16enne pescarese ucciso da due coetanei per della droga non pagata diventa caso nazionale su cui interrogarsi tutti, i provvedimenti emessi dal questore Carmine Soriente assumono un significato che va oltre la mera misura. Si tratta di sei Daspo urbano emessi nei confronti di altrettanti sei giovani arrestati nell’ambito del maxi spaccio di hascisc in città stroncato da Procura e carabinieri a maggio. Per loro divieto di accesso e stazionamento nei locali pubblici e nelle immediate vicinanze degli stessi locali ricadenti nei territori di Teramo, Bellante e Castellalto. Per gli stessi fatti il questore, sempre a seguito di attività istruttoria della Divisione Anticrimine, ha emesso sei avvisi orali nei confronti di altri sei indagati. Secondo investigatori e inquirenti, al momento si tratta di accuse che dovranno essere accertate nel processo che per 10 dei 14 indagati inizierà ad ottobre con il giudizio immediato, l’attività di spaccio gestita dai giovanissimi era diretta soprattutto al mercato dei minorenni. Un’analisi che, sempre secondo l’accusa, trova conferma anche in alcuni sistemi usati per occultare la sostanza: i panetti di droga nascosti con la carta dei dolci, in particolare di barrette di cioccolato tra le più consumate dai ragazzini. Perché lo spaccio cambia volto e il mercato si modifica, a cominciare dai canali di vendita sulle piattaforme online. Obiettivo di investigatori e inquirenti resta quello di ricostruire ogni dettaglio della la fitta rete di collegamenti che, secondo l’accusa, ormai da tempo faceva da sfondo alla cessione di sostanza stupefacente in varie zone della città: piazzetta del Sole, lungofiume Vezzola, piazza Garibaldi, giardini di piazza Nassiriya, piazzale San Francesco.
Il questore, inoltre, ha emesso un altro Dacur a carico di un italiano di 51 anni denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e sanzionato per ubriachezza. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe avuto atteggiamenti molesti all’interno di un bar dove era stato trovato ubriaco. Bloccato dagli agenti della volante era stato denunciato e allontanato. Poco dopo si era ripresentato nuovamente nel locale infastidendo clienti e dipendenti e opponendo resistenza ai poliziotti tornati nuovamente dopo le richieste di aiuto. (d.p.)

