Bandiera blu, operatori soddisfatti ma le elezioni frenano il turismo
L’assenza di un’amministrazione comunale rende difficoltosa la programmazione degli eventi L’albergatore Tafà: «Mancano un cartellone di manifestazioni e iniziative di destagionalizzazione»
GIULIANOVA. «Giulianova è una destinazione importante, dove un’offerta completa e soprattutto di qualità, è la proposta per trascorrere un’esperienza vera ed autentica». Massimo Grossi, contitolare dell’hotel Baltic, esulta per la riconferma della Bandiera blu della Fee che sarà consegnata ufficialmente nella cerimonia a Roma il prossimo 3 maggio. «La Bandiera blu rappresenta una vera e propria garanzia per l’alta qualità nell’offerta di balneazione e turistica», dice Grossi, «ulteriori conferme sono arrivate anche con la Bandiera verde, il premio che i pediatri italiani assegnano alle migliori località marine per i bambini, e con la Bandiera gialla di “Comune ciclabile”, il riconoscimento Fiab che attesta il grado di ciclabilità dei comuni, vale a dire l’insieme di infrastrutture e azioni che li rendono adatti ad essere vissuti e visitati in bicicletta. Uno strumento utile ai cittadini e ai turisti perché una città a misura di bicicletta è prima di tutto una città per le persone».
Entusiasta della notizia anche Andrea Tafà titolare del Sea Park. «La Bandiera blu ci aiuta a vendere meglio il prodotto. Avere un mare pulito è importante soprattutto per chi come noi si occupa di turismo familiare». Anche i balneatori accolgono con favore la notizia. «E’ sicuramente positivo fregiarsi della Bandiera Blu», dice Gabriele Albani del Coba, «perché rappresenta una forma di promozione last minute molto importante per il turista che prenota in questo periodo. Inoltre la continuità del riconoscimento consente di veicolare il messaggio che le nostre acque sono pulite e i nostri servizi ecosostenibili». Meno ottimista Alessio Casaccia direttore dell’hotel Cristallo. «La Bandiera blu non basta più per attirare turisti. Oggi la gente cerca altro e raggiunge località più pubblicizzate come la Puglia, che ha fatto il pienone nel ponte di Pasqua. E poi la Bandiera blu non è per forza sinonimo di acque sicure», dichiara Casaccia, «è capitato in più occasioni infatti che ci siamo ritrovati con tratti di mare non balneabili in piena stagione estiva a causa del malfunzionamento dei depuratori».
Gli operatori turistici inoltre non nascondono le difficoltà di trovarsi alla vigilia della nuova stagione turistica senza il sostegno di un’amministrazione comunale, per il cui rinnovo si vota il 26 maggio. «Il turismo ha bisogno di avere dei progetti e al momento siamo carenti sia per questa stagione che per la prossima», dice Tafà, «e mancano del tutto un cartellone di manifestazioni e iniziative che ci possano aiutare a destagionalizzare l’offerta». Sulla stessa linea anche Casaccia. «Anche la Regione è completamente assente», dice Casaccia, «ora ci tocca rincorrere Sicilia e Sardegna che con attività massicce di marketing si sono riposizionate alla grande sul mercato».
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