Bandiera blu, pratica ferma al ministero

Alba, il direttore dell’Arta: «C’è stato un errore nella comunicazione dei dati, ma il Comune non lo ha segnalato subito»
ALBA ADRIATICA. È stato un corto circuito nelle comunicazioni tra i vari enti competenti, risalente al maggio 2019 e non ancora risolto a livello ministeriale, a condannare Alba Adriatica alla mancata riconquista della Bandiera blu nel 2021, nonostante ne avesse i requisiti. A ricostruire la vicenda è stato il direttore generale dell’Arta Maurizio Dionisio, secondo cui ci sono responsabilità, anche minime, «da parte di tutti». Compresa, quindi, l’agenzia che allora non guidava ancora, ma anche il Comune, la Regione e il ministero della Salute, il quale persino oggi, nonostante le delibere ufficiali e le lettere ricevute, non ha ancora corretto sul suo portale l’errore di classificazione del tratto di mare antistante via Sardegna. Quel tratto, infatti, è valutato di qualità “eccellente” dalla rettifica regionale, ma viene ancora indicato come di qualità “buona” dal ministero.
Alla base dell’errore c’è un lieve sforamento dei limiti batterici riscontrato dall’Arta il 16 maggio 2019. Il 18 maggio le analisi suppletive mostravano il ritorno alla normalità dei valori, confermato anche il 21 maggio. Per questo il tratto deve essere considerato “eccellente” e Alba ha i requisiti per la Bandiera blu della Fee. «L’Arta ha comunicato ufficialmente tramite Pec a Regione e Comune il risultato di tutte e tre le analisi, come sempre. Solamente non ha pubblicato il terzo dato sul proprio sito, che ha però solo scopo informativo», spiega Dionisio, «Sembra però che il funzionario regionale non abbia letto la Pec e quindi aggiornato i dati per la classificazione. Anche il Comune non ha segnalato nell’immediatezza l’errore e il rientro dei valori».
Nel frattempo il gruppo di opposizione Città Viva attacca l’amministrazione comunale: «Pur fortemente rammaricati e dispiaciuti della mancata assegnazione, non possiamo non ricordare le dichiarazioni dei mesi scorsi in cui si annunciavano ottimi risultati dei prelievi sulle nostre acque e la quasi certezza di riottenere il vessillo. Ora, invece, ascoltiamo da parte dei nostri amministratori una serie di giustificazioni per la mancata assegnazione. La realtà è soltanto una: stanno ancora una volta mascherando tutta la loro inadeguatezza ad affrontare una tematica così importante. Meno parole e più fatti».
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