Bar del teatro senza un gestore: il Comune prepara il terzo bando

15 Novembre 2022

Il sindaco Ferretti: «Abbasseremo ulteriormente il prezzo ma non possiamo regalare l’esercizio» L’amministrazione esclude un affidamento diretto sulla base di offerte presentate da privati

ATRI. Il Comune di Atri è pronto a emanare un terzo bando per l’affidamento del bar del teatro comunale di piazza Duomo, chiuso dal 2020 e che anche il prossimo Natale sarà fermo. La decisione arriva dopo lo stallo derivante da due precedenti bandi pubblici andati deserti, con il primo caratterizzato anche da un ricorso al Tar poi vinto dal Comune.
Il primo cittadino Piergiorgio Ferretti ha riferito: «La preparazione del terzo esperimento diretto ad affidare la gestione dell’attività sarà curata dai nostri uffici dopo le festività natalizie. Il prezzo di cessione è già sceso rispetto ai precedenti esperimenti e pensiamo di abbassarlo ancora di più. Certo è che non possiamo regalare l’esercizio. E non consideriamo un affidamento diretto su offerte provenienti da eventuali proponenti. Il bar nella scorsa estate è stato uno spazio comunque fruito dai turisti e dagli spettatori del teatro, pur senza somministrazione di alimenti e bevande». Il sindaco evidenzia che lo spazio non potrà essere organizzato come un vero e proprio bar tradizionale dove la gente si riunisce per vedere la televisione o ascoltare la musica, per tale motivo il terzo bando con molta probabilità avrà delle importanti restrizioni in tema di organizzazione interna dei locali. Sembra essere naufragata anche la trattativa che ad inizio estate aveva visto un possibile interesse alla gestione da parte della fattoria sociale “Rurabilandia”.
Il primo avviso pubblico proposto dal Comune prevedeva un affidamento per sette anni, con possibilità di proroga per tre, con un canone annuo pari a 12mila euro. Lo spazio sfruttabile è di complessivi 80 metri quadri, composto dal foyer e dalla zona bancone bar, compreso il magazzino per attrezzature e derrate. Rientra nella concessione anche l’area scoperta di ulteriori 32 metri quadri. Tra i motivi che hanno scoraggiato potenziali gestori c’è proprio un regolamento ingessato, che pone diverse restrizioni. Tra queste: i locali interni devono essere sgombri da frigoriferi, espositori, televisori, videogiochi e slot machine, potendo contenere esclusivamente tavoli e sedie; non si possono inoltre preparare cibi cotti per assenza di cucina e durante gli spettacoli bisogna garantire sempre il servizio al pubblico pagante.
Il bar chiuse nel gennaio 2020 a causa della rescissione contrattuale improvvisa da parte del precedente gestore.
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