«Basta fabbrica, meglio la campagna»

Operaio giuliese impianta una coltivazione di melograni giganti: «Li ho visti in Puglia e me ne sono innamorato»
GIULIANOVA. Ai turni della fabbrica, dove aveva raggiunto un lusinghiero livello di carriera, ha preferito la campagna e dare sfogo alla sua passione per le colture che più lo appassionano. Il personaggio è Flavio Stacchiotti, residente nella frazione Case di Trento di Giulianova, che ha optato così per l’aria aperta a contatto giornaliero con la terra che ospita i suoi frutteti straordinari. Stacchiotti ha deciso poco tempo fa di aprire una nuova parentesi nella sua vita. Ha iniziato prima con una particolare varietà di carciofi, circa 5/6 mila piante, che hanno la particolarità di essere commestibili già nel mese di febbraio. Ma la svolta vera e propria, quella che lo ha indotto a cambiare strada, è avvenuta nel 2014 quando è stato conquistato dalle piante di melograno. E’ stato in provincia di Lecce, grazie all’amicizia con un agricoltore di Copertino, che è scattata la scintilla. «È stato come innamorarmi», racconta, «e dopo una breve riflessione ho dato fondo a buona parte dei miei risparmi ed ho acquistato ben 220 piante di melograno. Una piantagione che oggi conta esattamente 264 esemplari e che annovera tutte le 6 varietà presenti in Italia». Da lì Stacchiotti ha aperto la sua partita Iva divenendo così ufficialmente imprenditore agricolo. Le sue vendite sono dirette quasi esclusivamente verso supermercati e negozi specializzati senza disdegnare la commercializzazione domestica a privati. «Oggi si assiste alla fuga dalle campagne», continua, «dove i giovani sono sempre meno presenti. Ho percorso una strada al contrario, ma per fare questo c’è bisogno di coraggio, poter investire qualche disponibilità liquida e soprattutto passione. Il mio è un settore molto particolare che però, al di fuori della stanchezza quotidiana, ti ripaga con la possibilità di portare avanti un sano tenore di vita». L’azienda agricola di Stacchiotti non si contraddistingue solo per i melograni, peraltro davvero speciali, tanto che alcuni raggiungono un chilogrammo di peso. Ma per ottenere certi risultati, sottolinea Stacchiotti, occorre molta cura per ogni singolo esemplare di pianta ed una potatura annuale che consenta ai rami più giovani di fruttificare. Quest’anno l’azienda agricola ha prodotto il 100% del suo potenziale ed è riuscita a raccogliere 70 quintali di melograni. Stacchiotti però guarda oltre ed ora sta lanciando una altrettanto singolare cultura di limoni. Una in particolare è denominata “finger lime” ed è utilizzata per la cucina gourmet. Il suo costo è di circa 60 euro ogni 250 grammi e l’impiego è rivolto quasi esclusivamente alle creative guarnizioni dei piatti. Ma c’è anche lo “yuzu” dal giappone, il “limequat” (limone rosso) e il “kumquat”, detto anche mandarino cinese. Novità in assoluta in Italia e in Europa è il “limone del deserto” o “glauca” che resiste anche a temperature rigide, fino a 10 gradi sottozero.
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