Bellachioma: «La sconfitta non è colpa nostra»

11 Giugno 2019

Pagano: «Forza Italia è stata leale con la coalizione». Morra (FdI): «Partita interna al centrodestra»

GIULIANOVA . Il centrodestra riflette e tenta di riorganizzarsi dopo la beffa elettorale. Il ballottaggio perso per 59 voti contro Jwan Costantini, candidato civico ma ex coordinatore comunale di Forza Italia, amareggia sopratutto il leader regionale della Lega Giuseppe Bellachioma. «Al di la del fatto che non si è trovata l’unità della coalizione», dichiara, «il nostro candidato Pietro Tribuiani è stato protagonista di un grande recupero che però non è bastato per vincere». Il parlamentare del Carroccio non nasconde «il rammarico per la sconfitta, ma c’è anche piena consapevolezza di aver fatto di tutto per il successo». Secondo lui non va messa in discussione l’intesa a livello regionale che ha portato Tribuiani alla candidatura con il centrodestra ufficiale. «Esistono gli accordi», tiene a precisare Bellachioma, «e li abbiamo rispettati per Marco Marsilio in Regione e Carlo Masci a Pescara: se questo non è avvenuto a Giulianova da parte dei circoli locali degli altri partiti, la colpa non può essere della Lega». Il Carroccio si prepara a fare opposizione, ma nel centrodestra ufficiale c’è chi pensa a un patto di governo. Ad auspicarlo è Nazario Pagano, coordinare regionale di Forza Italia: «L’auspicio è che si superino i contrasti della fase elettorale e si avvii una collaborazione per amministrare nell’interesse dei cittadini». Pagano sottolinea le difficoltà incontrate dal suo partito nel formare la lista dopo la diaspora forzista guidata da Costantini. «Sono stato leale con la coalizione, mi sarebbe dispiaciuto non trovare l’accordo a Giulianova», osserva, «ma ho temuto che non riuscissimo a depositare il simbolo, anche se con Costantini non c’è mai stato un vero contrasto». Giandonato Morra di Fratelli d’Italia evidenzia, invece, «il disastro del centrosinistra e il distacco dei grillini che restano estranei al voto amministrativo». In fondo il centrodestra si è giocato la partita in casa «con liste equivalenti, di classici appartenenti alla coalizione e di civici che però hanno alle spalle un lungo percorso interno allo stesso schieramento». Il candidato frutto di accordi sovracomunali «per quanto abbia fatto una campagna seria, non provenendo dal basso si è scontrato con una giuliesità molto forte» che l’ha penalizzato.
Gennaro Della Monica
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