Benedizione degli animali per la festa di Sant’Antonio

TERAMO. In tantissimi ieri mattina hanno partecipato alla tradizionale festa di Sant’Antonio abate organizzata dall’associazione culturale Teramo Nostra, in collaborazione con l’università, in...
TERAMO. In tantissimi ieri mattina hanno partecipato alla tradizionale festa di Sant’Antonio abate organizzata dall’associazione culturale Teramo Nostra, in collaborazione con l’università, in particolare la facoltà di Medicina Veterinaria, l’istituto Zooprofilattico e con il patrocinio del Comune di Teramo.
Dopo la versione online dell’anno scorso, ieri la benedizione degli animali è tornata in presenza coinvolgendo la presenza di grandi e bambini. Ieri alle 11 c’è stata una prima messa nella chiesa di Sant’Antonio, in corso De Michetti, celebrata dal canonico aprutino don Francesco Aloisio, accompagnato dal coro della cattedrale Santa Maria Assunta; alle 11.45 in piazza San Francesco, davanti a Porta Melatina, si è tenuta la tradizionale benedizione degli animali, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti della facoltà di Veterinaria e dell’istituto Zooprofilattico. Ci sono stati anche gli alunni di alcune classi della scuola elementare San Berardo, gli studenti del liceo classico Delfico, del liceo Milli e dell’istituto Di Poppa.
Con loro tantissimi cittadini che hanno portato i propri animali per il rito della benedizione. Non è mancato l’accompagnamento musicale grazie alla presenza di un gruppo di musica popolare a cui ha dato sostegno il Gruppo Alpini di Teramo dell’Associazione nazionale alpini. La benedizione si è svolta davanti a Porta Melatina in virtù del fatto che sotto l’arco della porta di accesso al centro storico di Teramo c’è l’ingresso alla piccola chiesa di Sant’Antonio Abate, che resta ancora inagibile.
«Teramo Nostra», si legge in una nota, «con la benedizione degli animali ripropone anche quell’antico legame tra il mondo rurale e il culto di Sant’Antonio abate, riconosciuto come vero e proprio protettore degli animali. Nelle stalle del nostro territorio, infatti, campeggiava sempre un quadretto con l’immagine del santo con il maiale ai suoi piedi».
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